venerdì 29 giugno 2012

ASEVI

Mercoledì è stata la volta del São João dell’ASEVI.
Alla festa erano invitati tutti i ragazzi sia del mattino che del pomeriggio e nella programmazione erano previsti giochi, una rappresentazione musicale e uno spettacolo di danza eseguito da una scuola esterna all’ASEVI.
L’inizio era atteso per le 14 ma, come ormai, penso, anche voi avete imparato, nulla di quello che qui si programma alla fine si realizza secondo gli schemi prestabiliti.
I ragazzi sono arrivati abbastanza in orario, chi più chi meno, ma la festa di fatto è iniziata un’ora dopo, alle 15.


Con un’ora in meno a disposizione naturalmente non si è riusciti a compiere tutto ciò che si pensava, e alcuni intrattenimenti non si sono svolti.



La festa è cominciata con il gruppo musicale composto da alcuni ragazzi, Gian, Serena e Ranielson (il professore di musica) per poi continuare con la scuola di ballo venuta appositamente per quest’occasione e per finire con il festeggiamento dei compleanni avvenuti nei mesi di maggio e giugno.
Dalle 13.40 circa (nostro arrivo all’ASEVI) fino alle 15 non ho fatto altro che correre dietro ai bambini, che hanno sfruttato fino all’ultimo minuto prima dell’inizio della festa per giocare, scaricarsi e non fermarsi un attimo.
Di come sia andata complessivamente la festa non sono del tutto contento, principalmente per la mancanza di organizzazione.
Fino alle 12 di mercoledì stesso, tutti gli educatori stavano ancora sistemando alcune attività, così come fino alle 14.40 circa, e ciò ha fatto sì che tutto andasse più in fretta, tralasciando alcuni aspetti.
I giochi non si son svolti e per quanto riguarda la scuola di ballo invitata, credevo ci potesse essere maggior coinvolgimento da parte dei ballerini nei confronti dei nostri ragazzi.
Non credo che i bambini non si siano divertiti, ma sapendo ciò che si era pensato sono rimasto un po’ deluso nel vedere che non si è riusciti a svolgere tutto.

Invece sono rimasto contento del gruppo di ragazzi che ha suonato insieme ad alcuni di noi.
È da un bel po’ di tempo che Ranielson e Serena stanno dietro alle musiche preparate per quest’occasione e vedere finalmente il risultato finale è stato bello!
Non è facile insegnare ai ragazzi a suonare uno strumento, tanto più quando questi non stanno fermi un secondo, vorrebbero suonare senza aver studiato un minimo di teoria e si fanno prendere dalla voglia di fare, creando alla fine solo rumori e non musica...
Ranielson, a volte, vedo ha una pazienza non da tutti e non lo invidio assolutamente.
Ma questo progetto di musica è un bene che sia iniziato e spero possa insegnare ai ragazzi ad essere un po’ più pazienti e concentrati in quello che viene chiesto loro di fare.
Mancavano adolescenti soprattutto del mattino, ulteriore segno di quello che in questi giorni stiamo venendo a conoscenza.
Dal nostro ritorno a Pesqueira stiamo vedendo sia all’ASEVI del pomeriggio che in quello della mattina che tanti bambini per motivi vari non stanno più venendo, e per il momento non ne hanno più l’intenzione.
Con alcuni si era instaurato un bel rapporto, anche se frutto solo di due mesi, e sapere che probabilmente non li vedremo più arrivare al doposcuola non mi rende molto contento.
La libertà di scelta spetta a loro e se anche non viene direttamente dai bambini la volontà di non venire più, contro i genitori o chi per loro non si può fare molto.
Qualche giorno fa è morta la mamma di 5 bambini che vengono all’ASEVI del pomeriggio.
Il più piccolo ha circa 3 anni e la più grande 12, colei che già da tempo si occupa della casa e dei fratelli minori.
Se anche prima di questo evento la situazione non era certamente delle migliori adesso lo è ancora di meno.
Entrambi i genitori sono alcolizzati e nell’ultimo periodo sembra che il papà abbia cominciato a bere di più rispetto alla moglie, deceduta anche in conseguenza dell’alcolismo.
Si parla anche di non lasciare più i bambini insieme al padre e di affidarli a qualcun altro, ma per ora nulla è stato deciso ed eventualmente se ne occuperà il Consiglio Tutelare, già venuto a conoscenza della situazione.
Questo evento ci ha un po’ sconvolto...
È vero che era da molto tempo che ci si aspettava un finale del genere, ma ciò non vuol dire che dispiaccia di meno.
Ripensando a questa situazione, cercavo di capire come stessero reagendo i bambini e quale potrebbe essere il loro futuro.
Ho riflettuto sopra questo evento perché è capitato a bambini che sto imparando a conoscere ogni giorno di più, ma pensate a quante altre sono le situazioni come queste in diverse parti del mondo, senza che ci pensiamo o preoccupiamo.
Ciò che è accaduto a Vittoria, Enry, Daniele, Edson e Ariel succede ogni giorno, a tanti bambini vulnerabili come loro.
Questa situazione credo mi stia insegnando anche a pensare a chi non è direttamente accanto a me, ma che nonostante ciò vive gli stessi disagi e difficoltà che io stesso posso incontrare nella mia vita.

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