sabato 3 novembre 2012

PERU'

Come vi ho già anticipato, è cominciato il periodo delle ferie.
Questa settimana vi racconterò l'esperienza che ho fatto insieme a Serena in Perù!
È stata una settimana intera, da domenica a domenica, una settimana diciamo un bel po' compressa ma per la quale senz'altro è valsa la pena.
Le città che abbiamo visitato sono state Lima , Cusco, Machu Picchu, Puno (lago Titicaca) e Arequipa, città che in realtà per essere conosciute con calma e nello specifico si dovrebbe disporre di un mese, ma noi in sei giorni abbiamo cercato di fare il meglio possibile.
Non saprei neanche da dove cominciare: paesaggi stupendi, storie di una civiltà incredibile, volti meravigliosi, persone accoglienti e sempre sorridenti, cucina ottima, animali strani ma paciocconi e un po' buffi...
Le foto sicuramente non mancano e credo che aiuteranno tanto a capire ciò che anche io e Serena abbiamo vissuto.
Partiamo da Lima.
È senz’altro una città molto grande con i suoi 8 milioni di abitanti, un po’ confusionaria, con poche attrattive turistiche.
La povertà è percepibile sin dai primi momenti in cui si gira per le strade e le centinaia di auto che ogni secondo sfrecciano non fanno altro che aumentare il disordine e l’agitazione generale.
Siamo rimasti a Lima il primo e l’ultimo giorno, facendoci consigliare i posti più meritevoli.
Cattedrale, chiese varie sparse qua e là, il Museo della Inquisizione, l’Oceano Pacifico e piazze gremite di persone sono state l’oggetto delle nostre visite.
Sicuramente ci si deve abituare a vivere in questa capitale, non solo per chi è abituato alla vita di paese, ma anche per chi viene dall’estero, essendoci, almeno facendo il confronto con l’Italia, tanti comportamenti diversi che noi non adotteremmo mai.
Molto tipici questi
drappi lussuosi e
ricamati a mano
Abbiamo preso un paio di volte i servizi pubblici, e devo dire che anche in queste circostanze si vede che siamo in un Paese non molto moderno e sviluppato.
Ovunque mamme che allattano i propri figli, porte degli autobus aperte perché l’assistente dell’autista deve convincere le persone che stanno sui marciapiedi a salire su quell’autobus, misure di sicurezza che non vi sto a descrivere...
Ma è così, e entrare in un'altra nazione significa accettare le condizioni in cui questo Paese vive.
Il Perù non è certamente tra le prime potenze mondiali e Lima ne è una chiara dimostrazione.
Però dietro tutto questo trambusto ci sono le persone.
Alcune immagini simbolo che forse non scorderò mai riguardano proprio la popolazione.
I peruviani hanno tratti somatici che ancora non si sa bene da dove spuntino fuori: sono un misto di indios, giapponesi, filippini e asiatici in generale, tutti alti non più di m 1 ,60, ben piazzati e con le guance grassottelle e rossicce.
Forse dalla descrizione sembra che abbiamo incontrato delle creature aliene, ma vi assicuro che hanno dei visi dolci e paciocconi.
Potete vedere con i vostri occhi...
Il secondo giorno è stato Cusco, con i siti archeologici ad essa collegati.
Abbiamo cominciato a salire di quota e abbiamo raggiunto i m 3400.
Ci avevano avvertito del fatto che non bisogna scherzare con l’altitudine e che, se possibile, si deve tentare di visitare le varie città salendo in altezza gradualmente.
Nella preparazione del nostro viaggio devo dire che non avevamo molto pensato a ciò, ma sorte ha voluto che effettivamente abbiamo organizzato i vari giri turistici partendo da Lima, che sta a livello del mare, per arrivare al penultimo giorno ad Arequipa, che sta invece a circa m 5000.
Cusco è stato il primo gradino di questa salita e l’impatto per me non è stato molto piacevole...
Tutta la mattinata sono stato accompagnato da una forte sensazione di nausea, che mi ha lasciato a metà pomeriggio, dopo aver pranzato con un tè e una zuppa.
Dal pomeriggio per tutta la durata della vacanza nessun altro sintomo, se non qualche altro leggero fastidio:  a volte fatica a respirare, battiti del cuore accelerati, difficoltà a digerire anche ciò che normalmente avremmo mangiato senza nessuna difficoltà, naso chiuso per le prime ore dopo la sveglia mattutina.
Ci avevano avvertito, per cui abbiamo convissuto con queste sensazioni senza esserci impauriti.
I peruviani ovviamente sono allenati rispetto a noi, ma anche loro hanno dei metodi naturali per risolvere questi piccoli ostacoli.
Uno tra questi è la loro costituzione fisica, frutto dell’evoluzione di secoli: ci è stato spiegato che il colore delle guance e la loro statura (relativamente bassa con spalle molto larghe) permette loro di incamerare quanto più ossigeno e calore possibili.
E poi c’è un altro rimedio, molto usato e che anche io e Serena abbiamo sperimentato, che però mi è stato vietato di descrivere per ragioni, possiamo dire, di sicurezza.
Sappiate però che è un metodo naturale, senza dubbio il più diffuso e che scoprirete subito se andrete in Perù...
Tornando a Cusco, abbiamo visitato i siti di Pisac e Ollantaytambo, molto belli!
Avrebbero meritato senz’altro maggiore attenzione e tempo, e sarebbe stato bello vedere anche tutti gli altri siti nei dintorni, ognuno con una caratteristica diversa da poter osservare; ma le ore a disposizione e le spese da affrontare non sono state a nostro favore...
Ginnastica super salutare a più di 3000 m di altezza
Una questione importante circa il turismo in Perù riguarda proprio le spese.
La fortuna di noi italiani e credo più in generale di noi europei è la forza dell’euro rispetto alla quasi totalità delle valute estere.
Un euro adesso equivale a S/ 3,35 (soles peruviano), che è un cambio molto buono.
I menù fissi erano S/ 17 o 18, quindi meno di € 6, e vi assicuro che erano porzioni abbondanti e comprendenti primo, secondo e contorno, bibita e a volte il dolce.
Sugli acquisti senz’altro niente da dire; ma sugli aspetti turistici forse si fa un po’ troppo la cresta.
Vuoi fotografare una pecora sperduta nelle praterie? Se il pastore ti vede ti chiede un soles.
Vuoi della carta igienica per andare in bagno in un centro commerciale? Paghi l’uso dei servizi igienici e la carta che usi.
Vuoi visitare la chiesa che finalmente dopo ore di attesa viene aperta? Paghi l’ingresso, anche se si tratta di una chiesa non particolarmente meritevole (ovvero una buona parte delle chiese presenti).
Ovviamente anche musei e mostre.
Non sono costi alti per noi europei, che incontriamo nelle nostre città esposizioni anche a € 40, ma ci ha impressionato il fatto che le popolazioni locali, soprattutto quelle di contadini, pastori e artigiani, basino la propria sopravvivenza sul turismo, cercando di approfittare di ogni piccola opportunità.
Se si gira per le strade della città, non si fa altro che incontrare ristoranti, pizzerie, ostelli e negozi di artigianato.
Senza il turismo il Perù nel giro di qualche mese fallirebbe.
A vedere ciò che gli Incas sono riusciti a fare nel corso dei decenni si rimane senza parole, non solo per le costruzioni in sé, ma soprattutto perché hanno costruito intere città ad altezze spaventose, con tutti i rischi e le difficoltà che ne derivano.
Il giorno dopo Cusco siamo stati a Machu Picchu ed è soprattutto qui che si vede la straordinarietà di questo popolo.
Siamo stati fortunati nell’avere una giornata senza sole, con il cielo sempre annuvolato; e malgrado ciò ci siamo molto stancati nello scendere, salire, nell’arrampicarci per i muretti con addosso un piccolo zaino.
Possiamo solo immaginare cosa potessero provare gli uomini e le donne dell’epoca con le spalle cariche di merci a fare i nostri stessi percorsi sotto i raggi del sole.
Non si sa da dove sia venuta in mente questa loro idea di vivere a m 4000 di altitudine; fatto sta che ci vivevano e riuscivano a superare tutte le difficoltà che noi in 3 ore di visita guidata abbiamo incontrato.
Un popolo straordinario sotto tanti aspetti, dall’ingegneria civile all’agricoltura, dall’astronomia ai calcoli matematici.
Meridiana per la regolazione delle stagioni
Sono rimaste tante tracce di questa intelligenza e si rimane senza parole nel sentire la spiegazione della guida per capire come loro riconoscevano le varie stagioni, come rispettavano la natura, come si prendevano cura dei defunti, per i quali la vita non finiva con la morte.
Questo ne è un esempio:
Questa pietra è effettivamente in contrasto con tutte le altre disposte ordinatamente.
Ciò perché gli Inca avevano un sentimento di rispetto per la Madre Terra e se trovavano un masso di modeste dimensioni, lo lasciavano intatto, in segno di devozione.
Rispetto per la Pachamama, la Madre Terra, con la quale loro avevano un rapporto molto intimo.
La Terra e il Sole, considerato come Padre, sono i simboli dell’unione, dell’amore intimo fra due persone, della famiglia.
A Machu Picchu anche i nostri primi incontri con gli animali tipici di questa nazione: i lama e gli alpaca.
LAMA
Carini, soprattutto gli alpaca, con un folto e morbidissimo pelo bianco, collo un po’ meno lungo di quello dei lama e zampe molto corte.
È un animale pacifico ma se non addomesticato si spaventa molto facilmente della presenza umana.
ALPACA
Tappa successiva Puno, ai margini del lago Titicaca, il più profondo al mondo ad essere navigabile.
Degno di nota è il viaggio tra le città di Cusco e Puno stessa, avvenuto con un treno panoramico che ha viaggiato per 10 ore passando in mezzo alla natura e ai vari paeselli che si incontrano lungo il tragitto.
È proprio in questo viaggio che abbiamo fatto degli incontri di soli pochi secondi ma che rimarranno ben impressi nelle nostre teste.
Quello che colpisce è la semplicità della gente e la spontaneità dei più piccoli.
Al nostro passare sulla ferrovia tutti i bambini ci correvano dietro e si sbracciavano per salutarci!
E così in tutte le città in cui siamo capitati.
È veramente bello non conoscersi eppure vedere i sorrisi dei bimbi che ti salutano perché straniero e ospite della loro terra!
A Puno, invece, non c’è assolutamente nulla...
Bisogna uscire dalla città e visitare i siti circostanti.
La mattina siamo stati sul lago Titicaca e il pomeriggio nel sito di Sallustani.
L'uscita del mattino forse è stata la più curiosa...
Abbiamo visitato le isole galleggianti dos Uros, che è il nome di questa popolazione che vive su pezzi di terra, coperti con montagne di canne, che galleggiano sul lago Titicaca.
Su ogni isola ci sono circa 5 famiglie ed ogni capanna può ospitare 4/5 persone.
C’è il minimo indispensabile: letti, coperte, un angolo per il fuoco e... un televisore con relativo pannello solare per l’elettricità!
Ci sono 3000 persone che vivono sospese sull’acqua, senza nulla, i cui figli a 5 anni devono salire su una barca, farsi mezz’ora di traversata per poi giungere a scuola; ma tutte le case hanno il pannello solare per il televisore!
                  Modellino delle varie isole galleggianti
È qualcosa di inspiegabile e personalmente fuori da ogni logica umana.
Il sostentamento di questi Uros si basa perciò sulla pesca, sull’artigianato e sulla lavorazione della lana di lama, alpaca e vicuña.
Vicuña, l’altro animale simbolo del Perù appartenente alla stessa famiglia dei lama e degli alpaca.
Questa specie, molto più rara da incontrare e schiva nei confronti degli uomini, è protetta dal Governo, per cui non si può cacciare e la sua uccisione comporta la reclusione di 8 anni di prigione.
È di colore marroncino e assomiglia quasi ad un cerbiatto.
Tornando alle isolette, è su una di queste che abbiamo fatto conoscenza con Nely, una bimba di 4 anni, vestita con gli abiti tipici degli Uros e curiosissima di noi stranieri.
Si è seduta di fianco a me e Serena e ha cominciato a prendere tutto ciò che avevamo addosso: penna, passaporto, occhiali da sole, orologio, cerniere degli zaini...
Era tutto abbastanza nuovo per lei e siamo rimasti incantati per minuti nel vedere lei che cercava di capire che oggetti fossero quelli alla sua portata.
Diceva poche parole, incomprensibili dato che i peruviani hanno oltre allo spagnolo anche un’altra lingua, il quechua, che è la lingua originaria degli Inca, nulla a che vedere con lo spagnolo.
Una bambina stupenda che ci ha preso per mano e ci ha mostrato la sua casa/capanna in compagnia della mamma.
Il pomeriggio, invece, nel gelido sito di Sillustani, a 30 minuti di macchina da Puno.
Eravamo a m 4800 circa e in assenza del sole si battevano i denti, soprattutto a causa del forte vento; ma ne è valsa decisamente la pena.
La guida ci ha mostrato e spiegato le rovine presenti nel sito archeologico e ancora una volta abbiamo appreso la superiorità del popolo Inca.
Queste sono le loro tombe, tumuli di pietre disposte a semicerchio.
Il Perù, soprattutto nel passato, è stata una terra sottoposta a forti scosse sismiche; queste strutture sono state progettate considerando anche questo aspetto e si sono adottate tecniche anti-sismiche all’avanguardia per prevenire eventuali crolli.
Inoltre in questo sito sono presenti vari tumuli in pietra, ma la loro disposizione non è assolutamente casuale: vedendoli dall’alto, queste piccole montagnole formano le principali costellazioni visibili dal Perù.
                                                                                                       Tempio
Ultimo oggetto delle nostre osservazioni è stata questa pietra, anzi per meglio dire, questo masso di meteorite.
Sono presenti 3 simboli: una specie di piccola fossetta; una linea curva concentrica; il volto del puma, animale sacro agli Inca insieme al serpente e al condor.
Questa simbologia ha ovviamente un significato: quando un uomo muore, la vita terrena termina (la fossetta), ma non quella celeste che invece ha inizio (dalla fossetta infatti inizia la linea concentrica che rappresenta il movimento cosmico, la vita ultraterrena).
Il Condor:"collare" tipico, becco, corpo
e le pietre in fondo a fare da ali




Il puma è invece l’incarnazione del vigore, della prestanza fisica nei migliori anni di un uomo.
E così anche Puno ce la siamo lasciati alle spalle.
L’ultima città da noi visitata è stata Arequipa.
Anche qui non ci sono tantissime attrattive come si potrebbe pensare, ma alcuni punti turistici degni di visita li abbiamo comunque incontrati.
Ciò che da subito consigliano di visitare è il Monastero di Santa Catalina e il Museo della mummia Juanita.
Il primo edificio è per l’appunto un monastero di clausura dedicato a santa Caterina da Siena, fondato sul finire del XVI secolo e che tuttora conta alcune suore che vivono sempre nella clausura.
È il monastero più grande al mondo tanto che all’interno ci sono piazze, vie e vari chiostri all’aperto, per non parlare ovviamente di tutte le sale, le celle, i refettori e le infinite cucine, con enormi forni in pietra.
                                           Scolapiatti                        Per fare le ostie...
All’inizio questo monastero non ha avuto gran successo, ma con il passare degli anni ha assunto sempre più importanza, divenendo anche un importante centro di smistamento merci e produzione di pane, dolci e crostate, in cui le suore erano specializzate.
                                            Filtro per l'acqua                 Le celle...
Siamo rimasti all’interno per più di 2 ore e vi assicuro che siamo rimasti sbalorditi dalla complessità della struttura: entri in una cella che a sua volta dà la possibilità di prendere due strade che a loro volta danno su altri vicoli.
Tutta la visita è stata così, cercando di ricordare dove fossimo passati e con la volontà di non trascurare nessun lato dell’edificio.
Usciti, non abbiamo fatto visita alla piccola Juanita, una bimba inca di 14/15 anni trovata congelata in cima di un monte nel 1995, ma abbiamo fatto un giro per conto nostro per le vie di Arequipa.
Ultimo giorno prima della partenza per fare ritorno a Pesqueira è stato Lima nuovamente; la nostra unica volontà era stavolta vedere l’Oceano Pacifico.
È stata una bella sudata, con le valigie per le mani e con una rampa abbastanza ripida di scale da fare per raggiungere il litorale, ma alla fine siamo arrivati e ci siamo goduti il paesaggio.
In caso di Tsunami devi correre il più
 velocemente possibile per le scale,
e stai sicuro che ti salvi...
Forse ho scritto un po’ più del solito, e vi assicuro che ci sarebbero altre 10000 cose da raccontare: piatti tipici, scene abbastanza comiche tra me e Serena che non sapevamo lo spagnolo e i peruviani che invece lo parlavano senza far un piccolo sforzo per farsi comprendere da noi, guide e autisti meritevoli di descrizioni, come Daniele, il nostro accompagnatore da Puno ad Arequipa...
Una varietà enorme di patate e cereali
Ma vi grazio.
Si è rivelata una bella vacanza, ben organizzata, e spero che sia riuscito a far viaggiare anche voi seduti da casa...

4 commenti:

  1. Ma qual'è il rimedio segreto contro i malori da altura ?

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  2. posso dire che non l'ho potuta portare con me a Pesqueira, malgrado lo volessi tanto, perché forse era un po' pericolosa; tutti sanno cos´è ma non è da tutti avvicinarsi a questo metodo; bisogna andarci piano...
    per tutte le preoccupazioni che mi hanno fatto venire, posso dire cos'è solo di persona...

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    1. ...forse ho capito...è un rimedio, diciamo, "vegetale" ?

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