venerdì 19 ottobre 2012

Semana da criança

La settimana scorsa è stata celebrata in tutto il Brasile la “semana da criança” (settimana del bambino).
Un ulteriore occasione per valorizzare la parte più umile e innocente della popolazione troppo spesso oggetto di abusi, violenze, mancanza di amore.
All’ASEVI si è scelto di trattare pian piano i vari diritti che i bambini hanno, almeno secondo la Dichiarazione Internazionale dei Diritti sull’Infanzia: diritto alla vita, al gioco, alla casa, alla famiglia, all’educazione, alla salute...
Si è cercato di far apprendere agli stessi ragazzi che cosa devono pretendere in quanto giovani creature, e di far aprire loro gli occhi su tanti maltrattamenti che magari loro stessi subiscono, ma per il solo fatto che li ricevono quotidianamente non sono visti come violenza, bensì come aspetti “normali” facenti parte della vita di ogni bambino.
Purtroppo ho partecipato solo alle iniziative organizzate mercoledì e giovedì, poiché prima ero in viaggio a São Luis.
Mercoledì si è svolta una giornata di festa, con tutti i ragazzi sia del mattino che del pomeriggio.
Il tema scelto è stato il pagliaccio, per cui quasi tutti gli educatori (comprese Elisa e Serena) si sono travestiti da clown e hanno cercato di divertire i bambini.
È stato un bel pomeriggio, con giochi organizzati e tanti piccoli sketch per far sorridere i piccoli.
Il giorno dopo, invece, la chiusura della semana da criança si è svolta in piscina, in un parco acquatico a circa 30 minuti di cammino dalla sede dell’ASEVI.
Tutto il giorno in acqua, dalle 9 circa del mattino alle 15 del pomeriggio; forse la giornata più bella che abbiano mai passato i ragazzi fra tutte quelle organizzate anche in diverse occasioni.
Li abbiamo lasciati liberi di giocare e nuotare a volontà (ovviamente sempre con un occhio quanto mai vigile per quello che poteva accadere) e credo che proprio per questo si siano divertiti ancora di più.
Quasi tutto il giorno sono stato nella piscina dei più piccoli, con l’acqua che non arrivava loro neanche a metà pancia e che non smettevano mai di tuffarsi, schizzarsi e ridere.
Sono stato anche io a divertirmi molto nel vedere questi bimbi dentro la piscina intirizziti dal freddo (l’unico giorno in cui il sole non ci ha fatto visita se non dopo pranzo!), con i denti e gli arti che tremavano, le labbra viola ma imperterriti nel rimanere a mollo: “Daniele adesso esci un po’: guardati! Stai tremando come una foglia”.
Li prendevo, li avvolgevo nel telo bagno in cui ci sarebbero potuti stare anche in tre e dopo 5 minuti passati ad asciugarsi erano di nuovo in piscina a giocare, con le labbra viola e la pelle d’oca...
Li ho visti sereni, spensierati com’è giusto che siano bambini di 4 anni.
Forse per un giorno hanno dimenticato le condizioni in cui vivono e le povertà materiali e non, con le quali quotidianamente sono chiamati a convivere; forse è proprio così che deve crescere un bambino, non preoccupandosi di lavorare per portare a casa qualche spicciolo in più, bensì giocando e vivendo amicizie e esperienze che fanno parte dei loro diritti fondamentali.

Nessun commento:

Posta un commento