venerdì 4 maggio 2012

Petrolandia

Anche qui in Brasile il 1° Maggio è la festa dei lavoratori.
E quale occasione migliore per viaggiare approfittando del ponte??

Qualche giorno fa don Meo ci ha fermati proponendoci tre giorni di vacanza in giro nell’entroterra del Brasile, e ovviamente non poteva che trovarci più che contenti.
Da Pesqueira siamo partiti domenica mattina verso le 8 con destinazione Petrolandia, a circa km 220 di distanza (3h30’ di macchina).
Là ci avrebbe aspettato don Giovanni Malacrida, compagno di avventure di don Meo molti anni fa proprio qui in Brasile e suo amico fin dalla gioventù vissuta in Piemonte.
Ce la siamo presa con comodo, fermandoci un paio di volte anche per trovare un posto decente dove poter pranzare, e siamo arrivati a destinazione verso le 15.
Durante una nostra pausa a metà viaggio
Don Giovanni, al nostro arrivo, non era presente ma ci ha spiegato dove poter trovare le chiavi e fino al suo rientro alle 17 ci siamo riposati, dormendo chi sul letto e chi sul divano di fronte la televisione (non c’era molto fresco ma sul divano si stava una meraviglia...).



La serata l’abbiamo trascorsa con il padrone di casa, dopo aver partecipato alla s.messa della comunità presieduta da don Meo poiché don Giovanni era in un’altra zona a celebrare ben 10 battesimi!



Petrolandia si è rivelata veramente una cittadina carina, tranquilla, pulita (un secchio per la spazzatura ogni 10 m, niente a che vedere con Pesqueira), con tanto verde e negozietti.
E poi la cosa più bella è che è immersa in un paesaggio stupendo, con montagne sullo sfondo e un lago che domina tutto il territorio!!


Il lago è uno dei tanti alimentato dal fiume São Francisco, immenso e che attraversa cinque stati del Brasile, tutti nell'area est-nordest.
In realtà la città che siamo andati a visitare, cioè Petrolandia, non è quella originaria.
Quella vera è stata sommersa dalle acque e circa 26 anni fa questa nuova Petrolandia è stata costruita a parecchi chilometri di distanza dalla prima.
Il clima è leggermente più caldo di Pesqueira, con al compenso però molto più vento che si leva la sera (questo forse dovuto alla vicinanza dell’acqua).
E così la prima serata l’abbiamo trascorsa prendendoci un po’ di fresco e mangiando tapioca in alcuni chioschetti della piazza.
Cos’è la tapioca??
Bene, la tapioca è una specie di crêpes fatta in padella con sola farina di manioca.
Cos’è la manioca??
La manioca è un tubero, simile alla patata ma molto più grande e di colore rosso scuro/marrone, dal quale si ricava la farina o che si può cuocere semplicemente in acqua bollita.
Si mette la farina di manioca in una padella sul fuoco, le viene data una forma circolare e una volta cotta, come un crêpes si riempie con ciò che si vuole (può essere sia salata che dolce).
E come dessert finale ci siamo presi l’açaì, che invece non mi è piaciuto molto...
È in sostanza l’estratto dell’açaì stesso (che è un frutto) fatto a gelato e servito in una ciotola con banane e noccioline varie.
Quello che non mi è piaciuto è il sapore stesso dell’açaì, che non so ben definire ma che ho capito di non gradire.
Il giorno dopo invece è stato completamente relax e giro nei dintorni di Petrolandia.
La mattina è cominciata presto con la volontà di andare a farci una passeggiata insieme a don Meo, che quasi tutte le mattine per mantenersi in forma va a farsi una camminata a passo svelto.
Il giorno prima ci eravamo messi d’accordo di uscire alle 7 per andare tutti insieme, ma non capendo il motivo, alle 6.45 don Meo era già fuori, lasciandoci a casa, ma non permettendoci ovviamente di dormire, bensì facendoci comunque alzare perché avevamo messo la sveglia tutti prima che lui uscisse...
E quindi ci siamo ritrovati alle 7 che eravamo tutti svegli ma senza don Meo.
Vabbè, ogni tanto bisogna saperlo interpretare, ma ciò non ci ha sconvolto più di tanto.
Siamo usciti per i fatti nostri e abbiamo fatto una passeggiata lungo una riva del lago.
Erano le 7.30 del mattino ma non avete idea del caldo e del sole che batteva sopra le nostre teste!
Tornati a casa abbiamo fatto colazione e siamo usciti insieme a don Giovanni e ad un seminarista che vive con lui alla volta dell’abitazione di don Antonio, pure lui piemontese e amico di vecchia data dei due don, nostri accompagnatori.
Don Antonio è veramente un personaggio, in senso positivo, e sa tanto su molte cose.
A pranzo siamo stati suoi ospiti e già aver visto la casa in cui vive è tutto un discorso.
Siamo saliti qualche gradino e ci siam visti circondati da scimmiette, una marea che stava tutta sull’albero di fronte l’entrata della casa.

Erano dello stesso tipo di quella che ho visto al PODE (la cui specie è chiamata "miko"), ma qua ce l’avevamo tutte a cm 10 dalla nostra testa, con quel faccino così piccolo che non promettevano niente di buono se non furbizia e intelligenza.














Don Antonio dà loro ogni giorno da mangiare e ormai fanno parte della sua quotidianità: entrano e escono dalla sua abitazione, stanno sul tetto, giocano con l’antenna e così via...
Altri "ospiti" che ha conosciuto in questi anni in Brasile sono stati e continuano ad essere pipistrelli (che a quanto pare trovano molto seducente il bagno come luogo di ritrovo...) e gli scorpioni, forse questi un po’ meno carini delle scimmiette.
Ci ha offerto un succo e poi ci ha mostrato il suo lavoro,  o, meglio, l’attività che è riuscito a mettere su e che ora è gestita da altre 11 persone.



















Don Antonio fa parte di una cooperativa che si occupa dell’allevamento di tilapia, un tipo di pesce che a quanto pare non esiste in Italia.
Ne hanno circa 2000 esemplari che accudiscono tutti i giorni e che è per loro fonte di guadagno, nonché di vita.





Se aveste potuto vedere con i vostri occhi quello che queste dodici persone sono riuscite a creare vi mettereste paura.
Un uccello che si mangia
le lumache qui sotto...










Dietro c’è un lavoro di studio e aiuto per niente comune e il risultato è a dir poco sconvolgente.




Parlando con don Antonio ho scoperto che all’inizio di questa sua esperienza, lui di tilapie non sapeva assolutamente nulla.
Ha dovuto documentarsi e sperimentare varie tecniche per vedere quale fosse la migliore per la zona in cui vive.
Adesso è lui che viene chiamato all'università per tenere alcuni incontri formativi, alla faccia di ingegneri e laureati in materia.
Anche il sistema della cooperativa è sorprendente e molto efficace.
Ognuno ogni settimana svolge un ruolo differente e, a turno, tutti hanno in mano la situazione, se vogliamo utilizzare questa espressione perché le scelte vengono sempre prese in assemblea.
Adesso il commercio di tilapia è molto proficuo e rende abbastanza: ogni chilo è venduto a R$ 4,50, che se ordinato al ristorante può anche arrivare ai R$ 20.
Con la produzione che hanno, tutti e dodici i componenti della cooperativa riescono a guadagnare più del doppio di un salario minimo brasiliano, cioè a fine mese arrivano a più di R$2200, che non è per niente poco considerando anche il fatto che nella maggior parte dei casi anche il partner svolge un altro lavoro, per cui altre entrate.
Il pranzo che don Antonio aveva preparato era tutto a base di tilapia, ed è stato veramente squisito!
Nel pomeriggio saremmo dovuti andati a fare un giro in barca al lago per poi farci il bagno...ma i piani non sono andati come avevamo previsto.
Dopo aver mangiato, Serena, Gian ed Elisa si sono addormentati sulle comode amache, mentre io ho assistito alla discussione tra i tre don.
Hanno parlato dei problemi che riscontrano nelle diverse realtà in cui vivono, di energia alternativa e di possibili soluzioni per commercio e siccità.
Costruzione di un canale per
portare acqua in zone che ne sono prive
Ho trovato lo scambio di opinioni molto interessante e coinvolgente, sia perché mi ha aperto gli occhi su tanti aspetti a me sconosciuti e sia perché a parlare sono state tre persone che sul Brasile sanno molto.
Il giro in barca è andato a farsi benedire, ma non il bagno, fatto alle 18 con il sole ormai tramontato e senza una luce a poterci illuminare.
L’acqua , al contrario dei miei compagni, non l’ho trovata particolarmente calda, ma per cinque minuti non si poteva dire di no.
La sera abbiamo cenato fuori, sempre tilapia ma stavolta alla griglia e abbiamo fatto una passeggiata con don Meo.
Il primo a dx è don Giovanni
Il giorno dopo siamo partiti verso le 7.30.
Il piano prevedeva messa solenne alle 9 a Floresta, una città a circa 1h di strada da Petrolandia, e poi rientro a Pesqueira.
Questa messa è abbastanza famosa per la sua durata: come celebrazione termina dopo due ore circa, ma poi ci sono i discorsi di tutti i sacerdoti e del vescovo che prolungano il tutto per un’altra ora e mezza abbondante.
Durante la messa di martedì inoltre si è dato l’addio a don Antonio, un sacerdote che è stato trasferito e che nel corso della sua carriera sacerdotale ha costruito molto.
Pensavamo il peggio ma fortunatamente alle 11 era tutto finito e ci siamo messi in viaggio per tornare a casa.
Sono stati tre giorni veramente belli, trascorsi senza pensare al lavoro da svolgere ogni giorno ma godendoci solo il riposo e la bellezza del viaggiare per conoscere.
Con don Meo sono stato benissimo e anche don Giovanni si è dimostrata una persona stupenda: ci ha messo a disposizione fin dalla prima notte tutta la sua casa e ci ha trattato più che da ospiti.
Sono contento dell’esperienza che abbiamo vissuto.
Alcune volte mi fermo a pensare a quello che sto vivendo; mi sembra assurdo avere la possibilità di vedere così tanti posti e di così rara bellezza che si trovano dall’altra parte del mondo.
L’esperienza che il Servizio Civile dà a tanti giovani come me credo sia unica e se sto qua, sicuramente è anche grazie a tutte quelle persone che si impegnano ogni giorno affinché dei ragazzi possano avere l’opportunità di apprendere nuove culture e conoscersi più in profondità. 

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