La settimana
scorsa al PODE nella sala di Mauricèlia è arrivata una nuova bambina: Karen.
Diciamo che
come primo impatto non è stato dei migliori...
Ha 4 anni ed
è molto legata alla mamma, giovane e che la segue con vero amore.
Le prime
volte che è venuta, su tre ore che è stata nella sala ha pianto e urlato per
circa due ore e qualcosa.
Ha smesso solo quando era il momento della merenda e anche quando la mamma l’accontentava in qualche
sua richiesta.
È bimba dolcissima: ti saluta, anche mentre piange ti risponde con cenni del capo (non
parla e le poche cose che cerchiamo di farle ripetere non sono molto
comprensibili) e quando se ne va perché sono le 11, se le mandi un
bacio o le dici di mandartelo, anche se durante tutta la giornata ha gridato e tu
non l’hai accontentata proprio per cercare di farla crescere, lei te lo
ricambia, sempre.
Bisogna avere
molta pazienza ma nello stesso tempo cercare nel corso dei giorni di farle
capire che non tutto il tempo può essere dedicato al gioco o a ciò che più piace fare.
La settimana
scorsa è stata quasi tutto il tempo a piangere; al contrario di giovedì, quando, invece, si
è lamentata pochissimo.
È anche vero
che l’abbiamo lasciata libera di fare quello che più desiderava tutta la
mattinata mettendole davanti tutti i giochi di cui disponevamo, ma la mamma è
stata presente solo pochi minuti e Karen è riuscita a stare da sola per un bel
po’ di tempo.
Giovedì forse
si è visto il primo piccolo passo positivo per la sua crescita.
Non è
facile starle appresso e convincerla a fare ciò che tutti gli altri bambini con
le proprie mamme fanno nella sala di Mauricèlia, ma con un po’ di sforzo e a
volte pugno duro qualche risultato si riesce a raggiungere.
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