Durante la
festa di São João all’ASEVI i ragazzi hanno trovato un altro svago oltre a
quelli proposti dagli educatori.
Quando piove
molto e subito dopo esce il sole, spuntano degli animaletti simili a delle
formiche ma un po’ più grandi e con un paio di ali.
Come
sporgenza finale della testa, queste “tanajouras” hanno un paio di chele molto
piccole, che appena incontrano un ostacolo si chiudono e cercano di afferrare
l’oggetto in questione.
I ragazzi si
divertivano a prenderli e a metterli a contatto con la pelle di noi educatori,
cercando di pungerci con le tenaglie di questo strano animale.
Si sente un
leggero pizzico ma se le chele entrano bene nella pelle, si devono dare dei
forti strattoni perché altrimenti non si staccano più.
Non sono
velenosi per cui sono stato al gioco senza particolare difficoltà.
Quello che
invece mi ha un attimo lasciato senza parole è ciò che ha fatto Ranielson in
mia presenza.
Lui è
scoppiato a ridere vedendo la mia reazione di fronte al suo gesto, ma poi
parlandoci mi ha rivelato che è nell’usanza comune mangiare questi animaletti e
che anzi sono molto gustosi, soprattutto salati.
Dopo qualche
tentennamento e la sua insistenza in proposito, io ed Elisa abbiamo seguito il
suo esempio, da parte mia con un po’ di disgusto e preoccupazione sul fatto che
potesse portare malattie; ma Ranielson mi ha rassicurato e il fatto che qui quasi
tutti sono abituati a mangiarle da una parte mi ha tranquillizzato.
A quel punto
mi sono fatto dare una tanajoura da Daniele, Ranielson le ha staccato la testa
e io l’ho messa in bocca...
Per
Ranielson le tanajouras sono molto saporite, ma a dire il vero a me non hanno
colpito per la loro grande gustosità.
Sono
croccanti e hanno un sapore indefinibile, quasi inesistente.
E così ha
fatto anche Elisa, con una tanajoura però senza testa né zampe, perché alla
vista del suo movimento non riusciva a metterla in bocca.
Parlando con
altri educatori sia dell’ASEVI che del PODE ho scoperto che da bambini tutti ne
facevano una grande scorpacciata, condite però con il sale.
L’ unica
avvertenza è di non esagerare con le quantità, per due motivi: fanno andare in
bagno spesso; a volte può capitare che mentre si fanno i propri bisogni e si
eliminano così anche le tanajouras, alcune graffiano il dotto anale.
È tutta una
questione mentale; probabilmente se non avessi visto con i miei occhi Ranielson che
ingeriva questo animale anche io non l’avrei fatto per nessuna ragione al
mondo, ma la sua naturalezza e spontaneità hanno avuto la meglio...
Io non l’avrei mai fatto. Rabbrividisco solo al pensiero.........
RispondiEliminama no....
Eliminati assicuro che se non avessi visto che era un insetto non avresti avuto difficoltà a mangiarla.
va provata
A vince...sei peggio di bear grylls!!!
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