sabato 30 giugno 2012

Tanajoura

Durante la festa di São João all’ASEVI i ragazzi hanno trovato un altro svago oltre a quelli proposti dagli educatori.
Quando piove molto e subito dopo esce il sole, spuntano degli animaletti simili a delle formiche ma un po’ più grandi e con un paio di ali.
Come sporgenza finale della testa, queste “tanajouras” hanno un paio di chele molto piccole, che appena incontrano un ostacolo si chiudono e cercano di afferrare l’oggetto in questione.
I ragazzi si divertivano a prenderli e a metterli a contatto con la pelle di noi educatori, cercando di pungerci con le tenaglie di questo strano animale.
Si sente un leggero pizzico ma se le chele entrano bene nella pelle, si devono dare dei forti strattoni perché altrimenti non si staccano più.
Non sono velenosi per cui sono stato al gioco senza particolare difficoltà.
Quello che invece mi ha un attimo lasciato senza parole è ciò che ha fatto Ranielson in mia presenza.
Ha preso una di queste tanajoura, le ha levato la testa e se l’è mangiata.
Lui è scoppiato a ridere vedendo la mia reazione di fronte al suo gesto, ma poi parlandoci mi ha rivelato che è nell’usanza comune mangiare questi animaletti e che anzi sono molto gustosi, soprattutto salati.
Dopo qualche tentennamento e la sua insistenza in proposito, io ed Elisa abbiamo seguito il suo esempio, da parte mia con un po’ di disgusto e preoccupazione sul fatto che potesse portare malattie; ma Ranielson mi ha rassicurato e il fatto che qui quasi tutti sono abituati a mangiarle da una parte mi ha tranquillizzato.
A quel punto mi sono fatto dare una tanajoura da Daniele, Ranielson le ha staccato la testa e io l’ho messa in bocca...
Le zampette ancora si muovevano ma appena l’animaletto ha oltrepassato le mie labbra, ho cominciato subito a masticare non dandogli tempo di potersi muovere o fare chissà cos’altro.
Per Ranielson le tanajouras sono molto saporite, ma a dire il vero a me non hanno colpito per la loro grande gustosità.
Sono croccanti e hanno un sapore indefinibile, quasi inesistente.
E così ha fatto anche Elisa, con una tanajoura però senza testa né zampe, perché alla vista del suo movimento non riusciva a metterla in bocca.
Parlando con altri educatori sia dell’ASEVI che del PODE ho scoperto che da bambini tutti ne facevano una grande scorpacciata, condite però con il sale.
L’ unica avvertenza è di non esagerare con le quantità, per due motivi: fanno andare in bagno spesso; a volte può capitare che mentre si fanno i propri bisogni e si eliminano così anche le tanajouras, alcune graffiano il dotto anale.
Sì, diciamo che non ci sono grossi motivi per farsi una mangiata a base di tanajouras, ma provarne una sola e in sicurezza non credo sia cosa dell'altro mondo.
È tutta una questione mentale; probabilmente se non avessi visto con i miei occhi Ranielson che ingeriva questo animale anche io non l’avrei fatto per nessuna ragione al mondo, ma la sua naturalezza e spontaneità hanno avuto la meglio...

3 commenti:

  1. Io non l’avrei mai fatto. Rabbrividisco solo al pensiero.........

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    1. ma no....
      ti assicuro che se non avessi visto che era un insetto non avresti avuto difficoltà a mangiarla.
      va provata

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  2. A vince...sei peggio di bear grylls!!!

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