La grande festa è avvenuta il sabato, giorno di chiusura del circuito e
per questo molto atteso da tutti i brasiliani.
Dopo il Carnevale e São João, queste tre giornate sono l’evento più
importante e coinvolgente che ci sia qui, e pertanto da parte dei pesquerensi
non abbiamo sentito altro che frasi del tipo: “adesso ne dobbiamo approfittare
assolutamente: tutte le sere fuori a bere e divertirsi! La prossima festa sarà
solo a febbraio...”
E già, il Carnevale appunto.
Il bere: il grande accompagnatore di tutti gli eventi mondani e non, che
non deve mancare per nessun motivo e per il quale tantissimi giovani si
rovinano senza motivo.
Quello che abbiamo visto e vediamo ogni volta che si organizza una
manifestazione qui a Pesqueira sono gruppi di giovani/adulti attaccati alla
bottiglia e sempre con un bicchiere di cachaça, vino o qualunque altra bevanda alcolica in mano.
È una costante alla quale bisogna abituarsi e contro la quale
sicuramente adesso non si può fare molto.
Ma c’è anche la festa!
Giovedì e venerdì non abbiamo notato molto movimento, anzi...
La piazza principale non era neanche lontanamente piena e ciò che sempre
ci stupisce e che ci fa interrogare è l’orario di apertura/chiusura dei negozi
e delle bancarelle.
La terza soluzione, la migliore, ci sarebbe ma non ne puoi sempre
approfittare: è una gelateria a peso che si trova proprio a due passi dalla
piazza centrale ma ancora non siamo riusciti a capire la politica economica del
proprietario/a.
Alle 20 chiude e non c’è festa o evento interessante che riesca a far
rimanere aperta questa gelateria.
Nei week-end capita di uscire la sera ma non siamo mai riusciti a
trovare la saracinesca alzata anziché chiusa con i lucchetti.
Su questo non ci piove: ci potrebbe essere il più grande evento
brasiliano a Pesqueira, ma alle 20 la gelateria deve chiudere.
E in questo circuito d’inverno è capitato anche con tante bancarelle:
quando tornavamo dalle attività verso le 17 le trovavamo allestite; quando
uscivamo verso le 22 erano già belle che sistemate.
Tornando al repertorio di queste tre giornate, giovedì la grande
attrattiva musicale è stato il gruppo chiamato “Teatro Magico”.
È stato bello, sicuramente la serata che mi è piaciuta di più tra le
tre: musica orecchiabile e begli effetti scenici, perlomeno un’attrattiva diversa
dalle altre.
Venerdì tutto l’opposto, almeno per i miei gusti: sempre poche persone,
e quelle poche non c’erano molto con la testa; e un cantante, Lenine Daniele,
che non so dove l’abbiamo preso.
Sabato la serata finale.
Questa volta decisamente più affollata la piazza, anzi, forse eravamo
anche un po’ troppo accalcati senza grosse possibilità di muoverci con
disinvoltura.
Per il resto niente di particolare: si sta in piazza a ballare, ci si
prende qualcosa in qualche baracchino e si sta insieme.
Per me i festeggiamenti sono finiti verso le 3 di notte e non ho la
minima idea per quanto tempo ancora sia continuato il tutto, dato che appena ho
poggiato la testa sul cuscino non ho più percepito assolutamente nulla del
mondo che mi circondava fino alle 9.30 di domenica.
Alle 10 infatti in cattedrale si è dato inizio alla settimana della
disabilità, con la S.Messa con gli educatori del PODE e alcuni ragazzi.
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