domenica 26 agosto 2012

Festa del papà

La seconda domenica di agosto si celebra qui in Brasile la festa del papà; e all’ASEVI per la serata successiva abbiamo preparato una cena da trascorrere con tutti i papà dei bimbi/ragazzi della creche.
L’invito era per tutti i genitori, sia per quelli che hanno i figli che vengono al mattino sia per quelli del pomeriggio.
Ma i ragazzi presenti erano solo coloro che erano impegnati nelle rappresentazioni di musica e danza.
È stata una serata un po’ particolare, a causa di aspetti contrastanti che mi hanno fatto riflettere.
La serata è cominciata alle 18 per tutti gli invitati, ma noi organizzatori già dopo pranzo eravamo là a sistemare il tutto.
Verso le 17.30 Daniele, una delle cuoche, mi chiede se la potevo accompagnare a prendere degli attrezzi da cucina nell’ASEVI del pomeriggio, poiché la festa si è organizzata nella struttura del mattino, più grande e meglio organizzata.
Durante il tragitto abbiamo avuto una conversazione sulla positività o meno di festeggiare la figura del papà.
Quello che ho percepito parlandoci è che per lei è solo uno spreco di fatica, soldi e tempo per un qualcosa che non dà la minima soddisfazione.
“Vedrai che alla fine non verranno più di 6 papà in tutto; e noi che ci siamo impegnati perché tutto potesse riuscire al meglio!!” o ancora: “che senso c’è nel festeggiare i papà se il 90% dei bambini non sa neanche dove sia finito il proprio? È meglio fare una festa più importante e commemorativa in onore delle mamme, che sono nello stesso tempo mamma e papà. Solo le mamme sanno cosa voglia dire accudire un figlio” inoltre: “se si vuole festeggiare questo giorno si fa fare ai bambini un lavoretto per i propri papà e lo si porta a casa...”.
Questo il riassunto dei suoi pensieri.
Daniele sicuramente non è famosa per la sua gentilezza o garbo, e bisogna inoltre dire che tutto ciò viene detto da una donna che è stata lasciata dal marito e che è costretta ad educare un figlio da sola.
Guardate la prima signora a dx: pur di non vedere
si copre gli occhi con le mani. Giudicate voi se è un
atteggiamento da nonna o mamma (non ricordo) quello
 di accompagnare la propria nipote o figlia per
poi evitare di vedere lo spettacolo della stessa
Inoltre conosce la condizione della donna brasiliana molto meglio di me, per cui non mi sento di condannare il suo discorso anche se su alcuni punti non mi trova perfettamente d’accordo.
La situazione alla quale poi ho assistito è stata realmente quella preannunciata dalla cuoca: cinque papà e alcune mamme venute poiché in casa non è presente alcuna figura maschile.
È stato triste, su questo non c’è dubbio...
Ottanta ragazzi e solo 5 papà!!
Questa immagine la dice lunga sulla figura maschile nella famiglia.
Sono veramente tanti i bambini che non hanno conosciuto il proprio padre, o perché morto o perché fuggito da casa.
E quei pochi che l’hanno, non sempre possono dire di avere un papà che si prende cura di loro.
È veramente brutto sentire da Daniele: “i papà non si meritano una festa!” ma i dati di fatto testimoniano purtroppo questo: nella maggior parte dei casi la figura paterna è una figura evanescente, quasi inesistente.
E allora la domanda: “vale la pena impegnarsi tanto per una festa che non dà soddisfazioni?” sorge spontanea.
Non è facile rispondere.
La cosa giusta da fare probabilmente è andare avanti e cercare in tutti i modi possibili e immaginabili di coinvolgere i papà e farli sentire realmente una figura fondamentale nella crescita del proprio figlio.
Non bisognerebbe demordere e credo sia necessaria tanta pazienza e tanto ottimismo, perché se ci si ferma ai risultati iniziali l’unica cosa che verrebbe da fare è gettare la spugna e lasciar perdere tutto.
Questo mi fa capire ancora di più quanto sono stato fortunato nell’avere una famiglia che mi sta accanto e sulla quale posso sempre contare.
Nella formazione di un bambino l’affetto non deve mai mancare, soprattutto da parte dei genitori; e spero che anche io nel mio piccolo durante il pomeriggio riesca a far sentire i bimbi che incontro amati e accolti come dovrebbero sentirsi anche a casa...

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