domenica 9 settembre 2012

I miei complimenti, cara mamma!!

Qualche giorno fa è venuta una bambina nuova nella sala di M.Heléna, Daniele.
Appena sono entrato ovviamente ho visto questo volto sconosciuto e ho cercato di fare amicizia, cercando di capire che problema potesse avere.
Abbiamo iniziato giocando insieme con i palloncini per poi arrivare a fare qualche attività.
Vicino alla finestra c’è un cesto con della frutta finta da poter mostrare ai bambini della sala.
Di sua iniziativa Daniele si è avvicinata a me e ha cominciato a chiedermi il nome dei vari oggetti che prendeva.
Parla benissimo per cui ho capito subito come volesse giocare.
Per ogni frutto che afferrava io le dicevo il nome; ogni tanto sbagliavo e lei ridendo mi diceva: “ma no, non è questo!”.
In quel momento ho capito che sicuramente problemi di linguaggio o memoria non ne dovesse avere.
Ci siamo seduti intorno al tavolo e ho cominciato a prendere dei giochi con cui si impara a contare, a distinguere i colori e a sviluppare il tatto.
Più andavo avanti e più mi rendevo conto che Daniele non aveva alcuna difficoltà, anzi che fosse addirittura più intelligente rispetto la media dei bambini della sua età, cioè 4 anni circa.
Rispondeva a tutto e senza mai commettere un errore; ed era lei stessa che a volte mi indicava altri giochi simili per poter continuare con quella attività, cosa che non accadrebbe mai e poi mai con gli altri bimbi della sala che invece si sentono obbligati a fare as tarefas (i compiti)...
Dopo un’ora circa arriva M.Helèna (fino a quel momento ero con Eliane, una volontaria che è presente il martedì e il mercoledì, giorni in cui M.Helèna si assenta quasi sempre) che vedendo Daniele, tira un sospiro ed esclama: “ancora lei!”.
Daniele infatti non era una new entry della sala.
Era già venuta un’altra volta ma alla mamma della piccola era stato detto che la figlia non necessitava dell’aiuto del PODE; ciò avrebbe addirittura peggiorato la sua situazione, trovandosi con bambini che effettivamente hanno problemi di apprendimento.
L’educatrice mi ha spiegato un po’ la sua storia.
Daniele non ha la minima difficoltà intellettuale e di questo ce n’eravamo accorti anche io ed Eliane.
Ma allora perché è venuta al PODE per la seconda volta??
La spiegazione è abbastanza semplice, una volta spiegata.
Il Brasile, come qualsiasi altro Paese sviluppato che ha a cuore la situazione di chi si trova in difficoltà, offre un servizio di assistenza e sostentamento sottoforma di denaro e non.
Quello che è uscito fuori dalla discussione con l’educatrice è che la mamma di Daniele sta facendo di tutto perché la figlia possa risultare con qualche disabilità, e accedere così all’aiuto previsto dal governo.
Un primo passo è già stato fatto, poiché la famiglia già riceve il sussidio, ottenuto grazie ad una dottoressa poco professionale.
Questa persona è famosa per fare favoritismi di questo genere, cioè sottoscrivere certificati di salute falsi; e appena abbiamo chiamato la psicologa presente al PODE per presentarle la situazione di Daniele, questa non è rimasta affatto stupita di sapere che la mamma è riuscita ad ottenere un attestato falso dalla sua pseudo collega.
Apprendere una storia del genere è veramente fuori da ogni logica!
Mi è capitato spesso di incontrare madri che non volevano riconoscere la malattia/disabilità del figlio, perché immagino che è sempre un bell’impatto sapere che il proprio piccolo abbia qualcosa che non va, ma è la prima volta che sento la storia contraria: una mamma che vuole dimostrare che la propria figlia ha problemi solo per il fatto di ricevere qualche spicciolo in più.
Larrè, la psicologa che abbiamo chiamato, alla fine ha concluso dicendo: “vorrà dire che dalla prossima volta non verrò più a vedere Daniele ma inizierò un lavoro di terapia con la mamma, che evidentemente ha qualche disturbo”.
Bisogna dire che anche la situazione familiare non è delle migliori: la mamma non è altro che una ragazzina, ha 20 anni, e in casa come al solito non è presente alcuna figura maschile.
Che futuro potrà mai dare alla figlia se inevitabilmente il suo stesso futuro si lega alla vita di Daniele?
Il giorno in cui (si spera molto presto) la piccola smetterà di prendere il sussidio, la mamma come andrà avanti e cosa avrà costruito?
Daniele è una bambina di una meraviglia incredibile, con degli occhi ed un sorriso stupendi!
È molto intelligente e con lei ho capito realmente qual è la differenza che c’è tra lavorare con bambini che stanno mentalmente bene e bambini che invece hanno deficit cerebrali.
E mi chiedo: “che colpa ha lei nell’aver avuto una ragazzina per mamma che non sa neanche prendersi le proprie responsabilità?”.
Le vorrà veramente bene? La piccola alla madre credo fermamente di sì, per la sua ingenuità e perché è sempre sua mamma, e per quanto questa si possa comportare in maniera sbagliata, per Daniele rimarrà sempre colei che la protegge e che l’aiuta nel momento del bisogno.
Ma la giovane non credo proprio stia avendo un atteggiamento da madre.
Mi spiace molto apprendere queste notizie, ancor di più perché ho conosciuto Daniele che mi ha molto colpito dal primo minuto che l’ho vista.
A dire di M.Helèna non c’è molto da sperare nella giustizia e nei controlli medici, che dovrebbero avvenire ogni 2 anni per verificare lo stato della bambina in quanto ricevente del sussidio.
Per cui l’unica speranza che al momento c’è è Larrè, perché riesca a far ragionare la mamma e a farle prendere le responsabilità che lei stessa si è creata, mettendo al mondo una persona che non ha chiesto di nascere né tantomeno di essere trattata in questa maniera.

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