Ma questa visita non è stato un caso, una “improvvisata” dell’ultimo
minuto.
Il PODE, a differenza dell’ASEVI, è un’entità di pubblica utilità,
riconosciuta perciò dal governo e parzialmente sovvenzionato sempre da
quest’ultimo.
Il denaro che però lo Stato dà a questa associazione ovviamente non è
sufficiente a coprire tutte le spese che il PODE quotidianamente deve
affrontare.
Uno di questi progetti è stato sponsorizzato dalla Volkswagen: tra 598
associazioni che hanno presentato la domanda di partecipazione, ne sono stati
scelti solo 9 in tutto il Brasile.
E tra questi c’è proprio il PODE!!
Già dalla settimana antecedente l’arrivo del gruppo della Volkswagen, il
PODE è stato “tirato a lucido” a partire dalle sale fino allo sgabuzzino più
dimenticato del mondo.
Il parchetto rimesso a nuovo, tinta passata su ogni parete leggermente
sbiadita, lavaggio di ogni piccola parte, cambio anche del più minuscolo pezzo
arrugginito...
Credo che gli ospiti se ne siano andati a fine giornata molto contenti e
colpiti dal lavoro mostrato dalle educatrici.
Con Serena stavo parlando del fatto che a vincere progetti o concorsi è
quasi sempre il PODE e molto raramente, se non addirittura mai, l’ASEVI.
Ci siam chiesti il perché e forse la ragione sta nel fatto che il
disabile rispetto al bambino di strada suscita nella coscienza delle persone un
maggiore sentimento di tenerezza e quasi dolore per la sua situazione.
Mentre un bambino che ha perso il papà perché drogato e che ha una mamma
ubriaca non suscita tanta compassione.
La causa della disabilità è secondo me molto più diretta nel cuore delle
persone di qualunque altra.
Con questo non voglio assolutamente dire che il PODE non si merita tutti
i premi vinti e che il suo lavoro è inferiore a quello dell’ASEVI, anzi, ben
vengano questi progetti!
Credo solo che la disabilità impietosisce molto di più rispetto a tanti
altri problemi che però sono altrettanto gravi, se pur su un altro campo.
Sapere che tutto il lavoro che viene svolto all’ASEVI sia del mattino
che del pomeriggio non è riconosciuto dal governo brasiliano lascia un po’ di
amaro in bocca e confesso che è abbastanza triste sapere che bambini, il futuro
della società, con diverse problematiche alle spalle non vengano minimamente
presi in considerazione...
Non so se un giorno la situazione potrà mai cambiare, ma me lo auguro
con tutto il cuore perché rimanendo ad oggi sono gli stessi brasiliani che si
stanno condannando ad un futuro sempre peggiore non prendendosi cura proprio
dei più piccoli.
Non manca qualcosa :-/
RispondiEliminano, mi sembra non manchi nulla.
RispondiEliminale promesse sono per essere rispettate da tutte le parti in questione, signorino!!!!!
adempi alla tua e io adempierò alla mia...