Martedì con
Elisa sono di nuovo andato con Nipson, Jazeira e Aldo, un altro responsabile
del CEDAPP, in un’altra comunità, quella di Riacho do Meio (vicino la città di Jataùba).
L’attività
che però abbiamo svolto è risultata differente rispetto alla prima volta.
| Cisterna ormai finita e funzionante |
Ieri si è
trattato di incontrare le famiglie per fare alcune domande sul loro stato
di vita:quante persone vivono sotto lo stesso tetto, dove si è nati, che lavoro
si svolge, com’è la qualità della terra che coltivano, se si ha disponibilità di acqua, ecc....
Rispetto
alla comunità di Cafundò abbiamo notato alcune differenze, non molto sostanziali
ma comunque evidenti se si fa il paragone.
Le
abitazioni che abbiamo visitato erano molto più vicine tra loro, quasi a
formare un “centro” abitato.
L’idea di
essere immersi nel nulla si è fatta sentire per me di meno; anche la qualità
della vita ci è sembrata leggermente migliore, anche per il motivo che, per
quanto possano essere sfruttate, molte famiglie lavorano in officine che
producono pantaloni.
La paga è in
base alla quantità che si riesce a produrre, ed è costituita da 0,80 R (reais,
cioè € 0,35 circa) a pezzo (pantaloni che poi sul mercato possono raggiungere
anche il costo unitario di 120 R, € 55)
Si può
lavorare anche 10-14 ore al giorno e non sono poche le persone molto giovani
che abbiamo visto lavorare alle macchine da cucire.
Nonostante questa
condizione che è senza dubbio uno sfruttamento, la rendita che le famiglie riescono
ad avere grazie a questo lavoro è una rendita che le famiglie della comunità di
Cafundò non hanno; e ciò è abbastanza percepibile anche nelle strutture che siamo andati a vedere.
In alcune
case abbiamo inoltre visto come procedevano i lavori per la costruzione
delle cisterne e devo dire che in alcune situazioni non è stato bello vedere
come alle 13 alcuni ragazzi erano intenti nello spaccare enormi massi di pietra
con martello e scalpello.
Purtroppo le
escavatrici costano troppo e non ci sarebbe neanche la manutenzione, perciò
tutto è come nei vecchi tempi...
Ho conosciuto
Aldo e si è dimostrato una persona molto simpatica, un po’ più seria e
tranquilla, ma sempre disposta a spiegarci le “stranezze” e curiosità che
vediamo e abbiamo.Queste sono alcune colture tipiche di questa regione e del Brasile più in generale:
Ci sono le banane che vengono prodotte dalla pianta una sola volta l'anno; poi la palma viene tagliata e bisogna aspettare l'anno successivo.
Questo casco ne contiene una cinquantina, ma ci hanno riferito che a volte capita di averne anche 200, che un solo uomo neanche riesce a portare.
C'è il mamão, di cui una varietà è la papaya (per essere maturi devono essere colore giallo ocra)
...e la melancia, che è la nostra anguria.
Vedete questo strumento?
E' quello che si utilizza per segnare la circonferenza della cisterna: il punteruolo nero si conficca nel terreno e con quello bianco si traccia il cerchio.
Maracuja!
RispondiEliminase l'ignoranza è così grande non ci posso fare nulla...
RispondiEliminasenza accento si legge maracùja, perchè in automatico l'inflessione cade sulla penultima sillaba.
siccome l'accento è sull'ultima sillaba, il segno grafico non si può omettere....
Scusa, Alendri come insegnante...
RispondiElimina(Notare che sto leggendo tutto il blog!!!)
Alendri?! vabbé...
RispondiEliminaBravo! adesso che so che lo leggi posso cominciare a dire qualcosa che forse ti può interessare....