giovedì 20 settembre 2012

Volkswagen


Giovedì scorso al PODE è venuta uma equipe/turma (una squadra, gruppo) di persone che lavorano presso la Volkswagen per vedere con i propri occhi la realtà del PODE e per girare un video che ben raffiguri il lavoro che viene svolto presso ogni sala.
Ma questa visita non è stato un caso, una “improvvisata” dell’ultimo minuto.
Il PODE, a differenza dell’ASEVI, è un’entità di pubblica utilità, riconosciuta perciò dal governo e parzialmente sovvenzionato sempre da quest’ultimo.
Il denaro che però lo Stato dà a questa associazione ovviamente non è sufficiente a coprire tutte le spese che il PODE quotidianamente deve affrontare.
Per cui per riuscire a rientrare nel bilancio a fine anno, il PODE deve fare affidamento a donazioni, investimenti esteri e non e concorsi pubblici e privati.
Uno di questi progetti è stato sponsorizzato dalla Volkswagen: tra 598 associazioni che hanno presentato la domanda di partecipazione, ne sono stati scelti solo 9 in tutto il Brasile.
E tra questi c’è proprio il PODE!!
È stata una gran fortuna rientrare tra i vincitori, e ciò comporta la possibilità di utilizzare R$ 40.000 (circa € 15.500) come meglio si crede; inoltre il film, girato giovedì scorso, verrà proiettato a São Paulo di fronte tutte le associazioni vincitrici e i promotori di questo progetto.
Già dalla settimana antecedente l’arrivo del gruppo della Volkswagen, il PODE è stato “tirato a lucido” a partire dalle sale fino allo sgabuzzino più dimenticato del mondo.
Il parchetto rimesso a nuovo, tinta passata su ogni parete leggermente sbiadita, lavaggio di ogni piccola parte, cambio anche del più minuscolo pezzo arrugginito...
È stato senz’altro un bene che sia arrivata questa turma, sia per i soldi vinti sia per questa messa a nuovo.
Credo che gli ospiti se ne siano andati a fine giornata molto contenti e colpiti dal lavoro mostrato dalle educatrici.
Con Serena stavo parlando del fatto che a vincere progetti o concorsi è quasi sempre il PODE e molto raramente, se non addirittura mai, l’ASEVI.
Ci siam chiesti il perché e forse la ragione sta nel fatto che il disabile rispetto al bambino di strada suscita nella coscienza delle persone un maggiore sentimento di tenerezza e quasi dolore per la sua situazione.
Non mi è difficile immaginare che di fronte ad un ragazzo senza braccia che suona il tamburo con le dita dei piedi la maggior parte dei commenti possa essere: “Povero ragazzo! Guarda che forza ha nel vivere...”.
Mentre un bambino che ha perso il papà perché drogato e che ha una mamma ubriaca non suscita tanta compassione.
La causa della disabilità è secondo me molto più diretta nel cuore delle persone di qualunque altra.
Con questo non voglio assolutamente dire che il PODE non si merita tutti i premi vinti e che il suo lavoro è inferiore a quello dell’ASEVI, anzi, ben vengano questi progetti!
Credo solo che la disabilità impietosisce molto di più rispetto a tanti altri problemi che però sono altrettanto gravi, se pur su un altro campo.
Sapere che tutto il lavoro che viene svolto all’ASEVI sia del mattino che del pomeriggio non è riconosciuto dal governo brasiliano lascia un po’ di amaro in bocca e confesso che è abbastanza triste sapere che bambini, il futuro della società, con diverse problematiche alle spalle non vengano minimamente presi in considerazione...
Non so se un giorno la situazione potrà mai cambiare, ma me lo auguro con tutto il cuore perché rimanendo ad oggi sono gli stessi brasiliani che si stanno condannando ad un futuro sempre peggiore non prendendosi cura proprio dei più piccoli.

2 commenti:

  1. Non manca qualcosa :-/

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  2. no, mi sembra non manchi nulla.
    le promesse sono per essere rispettate da tutte le parti in questione, signorino!!!!!
    adempi alla tua e io adempierò alla mia...

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