Dovete
sapere che i brasiliani godono un po’ nel prenderci in giro, spacciare cose
false per vere, inventare storie, metterci a disagio insegnandoci parole dal
significato a volte ambiguo...
Una di
queste storie è il racconto sulla presenza di animali che sanno che di solito
mettono paura o orrore: serpenti, rane, topi, ragni velenosi e via dicendo...
Alcuni ci
avvertono in modo sincero, altri vogliono solo vedere la nostra preoccupazione.
Venerdì ho capito
che qualche cosa è da prendere seriamente in considerazione...
Era
pomeriggio e stavo all’ASEVI nella sala di Silvana, con Alene, Ana, Riccardo
e Luciana, che sono fra tutti i bambini più grandi.
Avevamo
finito l’attività di teatro e stavamo disegnando quando Luciana, indicando il
tetto sopra la nostra testa, comincia a urlare: “cobra! cobra!”.
Mentre lo
indicava io non riuscivo a vedere assolutamente nulla ma poi quando tutti,
compresa Silvana, sono usciti dalla sala correndo più veloci della luce, che
dovevo fare?
Sono fuggito
anche io...
Abbiamo
chiamato Gerson, non un educatore ma uno che si occupa un po’ di tutto, che con
una scopa ha fatto scivolare il serpente fuori dalla sala e lo ha reso innocuo
premendogli la testa con un bastoncino.
| Gerson a destra |
In sostanza
il “cobra” (che non è il cobra come ce lo immaginiamo noi, ma un semplice
serpentello) si era infilato tra la plastica che copre le travi all’interno
della stanza e la paglia che vi sta al di sopra, quindi in realtà stava al di
fuori, ma lo si vedeva strisciare sopra la testa.
| Lo vedete? E' tra l'albero e la tettoia... |
Una volta
preso c’è stato l’assalto a Gerson per poter toccare il trofeo catturato.
Ho percepito
una sensazione orrenda!
Era tutto
viscido ma ciò che mi ha fatto più senso è stato il sentire tra le mie dita
questo essere che si muoveva tutto!!
È stata una
cosa indescrivibile e adesso che ci ripenso mi vengono i brividi...
Malgrado la
sua quasi totale decapitazione è rimasto in vita per un po’ di tempo, per poi
essere inserito in un barattolo con dell’alcool ed essere conservato come
ricordo.
Bene,
adesso so che la storia dei serpenti non è per prenderci in giro...
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