giovedì 5 aprile 2012

Al lupo al lupo... e a volte il lupo c'è!

Dovete sapere che i brasiliani godono un po’ nel prenderci in giro, spacciare cose false per vere, inventare storie, metterci a disagio insegnandoci parole dal significato a volte ambiguo...
Una di queste storie è il racconto sulla presenza di animali che sanno che di solito mettono paura o orrore: serpenti, rane, topi, ragni velenosi e via dicendo...
Alcuni ci avvertono in modo sincero, altri vogliono solo vedere la nostra preoccupazione.
Venerdì ho capito che qualche cosa è da prendere seriamente in considerazione...
Era pomeriggio e stavo all’ASEVI nella sala di Silvana, con Alene, Ana, Riccardo e Luciana, che sono fra tutti i bambini più grandi.
Avevamo finito l’attività di teatro e stavamo disegnando quando Luciana, indicando il tetto sopra la nostra testa, comincia a urlare: “cobra! cobra!”.
Mentre lo indicava io non riuscivo a vedere assolutamente nulla ma poi quando tutti, compresa Silvana, sono usciti dalla sala correndo più veloci della luce, che dovevo fare?
Sono fuggito anche io...
Abbiamo chiamato Gerson, non un educatore ma uno che si occupa un po’ di tutto, che con una scopa ha fatto scivolare il serpente fuori dalla sala e lo ha reso innocuo premendogli la testa con un bastoncino.
Gerson a destra





In sostanza il “cobra” (che non è il cobra come ce lo immaginiamo noi, ma un semplice serpentello) si era infilato tra la plastica che copre le travi all’interno della stanza e la paglia che vi sta al di sopra, quindi in realtà stava al di fuori, ma lo si vedeva strisciare sopra la testa.
Lo vedete? E' tra l'albero e
la tettoia...
Una volta preso c’è stato l’assalto a Gerson per poter toccare il trofeo catturato.
Ho percepito una sensazione orrenda!





Era tutto viscido ma ciò che mi ha fatto più senso è stato il sentire tra le mie dita questo essere che si muoveva tutto!!









È stata una cosa indescrivibile e adesso che ci ripenso mi vengono i brividi...
Malgrado la sua quasi totale decapitazione è rimasto in vita per un po’ di tempo, per poi essere inserito in un barattolo con dell’alcool ed essere conservato come ricordo.
Bene, adesso so che la storia dei serpenti non è per prenderci in giro...

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