Il 14 de
Abril è stato un giorno speciale per Pesqueira: è finalmente arrivato il nuovo
vescovo Dom José Luiz Ferreira Salles.
L’attesa è
stata finalmente soddisfatta e adesso ci aspettiamo tutti le prime mosse del
prelato.
Fin dalle 14
del pomeriggio la piazza di Santa Agueda (Sant’Agada, la patrona di Pesqueira)
ha cominciato a riempirsi di bancarelle varie di vivande e oggetti sacri.
Anche noi
siamo andati verso le 15.30 e siamo stati nei banchetti che l’ASEVI aveva
allestito: uno con i lavori in gesso che i ragazzi stessi della mattina fanno e
dipingono e un altro con torte salate e dolci.
Il vescovo è
arrivato verso le 16.30 e alle 17 in punto come previsto (segno che se vogliono, i brasiliani sanno cosa voglia dire essere puntuali...) è
cominciata la celebrazione della Messa domenicale presieduta dal nuovo
vescovo e dal precedente, con uno stuolo di preti, diaconi e seminaristi
vari.
| Il precedente vescovo |
| Vi ricordate l'uomo in primo piano con il cappello di canna?? E' lo stesso che ci ha ospitato quando siamo andati a Cimbres!! |
Anche nelle funzioni non si smentiscono mai e la benedizione finale è avvenuta verso le 20. Al contrario delle nostre aspettative in piazza non c’erano molte persone e appena conclusa la celebrazione tutti i banchetti nel giro di venti minuti sono spariti completamente dalla circolazione, lasciando invece lo spazio ai ragazzi che hanno approfittato del sabato sera per
darsi alla musica e al ballo.
darsi alla musica e al ballo.
Qualche giorno fa era ospite da noi a cena suor Cristina e con lei abbiamo avuto un piacevole scambio di opinioni sulla storia del Brasile (più che altro è stata suor Cristina a spiegarci qualcosa perché da parte nostra non c'è una grossa conoscenza...).
Lei è qui in terra brasiliana dall’87 e solo da due anni a Pesqueira.
Ci ha spiegato un po’ come i tempi siamo cambiati dall’inizio del nuovo secolo ad oggi, data del nostro arrivo, e di come veda la scelta di questo nuovo vescovo.
Qui, come d’altronde in quasi tutti i Paesi del mondo, la Chiesa Cattolica rappresenta un potere anche e soprattutto politico, e in Brasile la dittatura prima e il governo dopo sono sempre andati a braccetto con la Chiesa locale.
Questo fino agli anni ’60 in cui ha cominciato a diffondersi la Teologia della Liberazione.
| Non oso immaginare cosa potrà succedere quando arriverà il Papa per la Giornata Mondiale dell Gioventù nel 2013.... |
Nasce una nuova idea di Chiesa, più vicina ai poveri e contraria ad ogni tipo di totalitarismo.
Ci sono state, e ancora adesso in maniera più nascosta e discreta ci sono, persecuzioni contro chi non rimane in silenzio di fronte ad ingiustizie legalizzate.
Leonardo Boff è uno dei simboli di questa lotta continua non appoggiata da alcun potere, tanto meno dalla Chiesa di Roma che ha taciuto e continua a rimanere in disparte malgrado sappia.
Quest’uomo era un frate che ha combattuto fino alla fine per dar voce anche ai più poveri, esclusi da tutti.
Fu obbligato a ritirarsi per obbedienza ad una Chiesa che lui stesso combatteva, ipocrita e quasi disumana.
Dopo qualche anno passato in silenzio, riprese la sua lotta ma continuò a non essere sostenuto da nessuno, bensì ricevette solo minacce e insulti.
Arrivato allo stremo, giunse alla decisione di sciogliere i voti e di vivere comunque in Brasile ma nel silenzio.
Ha scritto
una marea di libri e ancora oggi la sua unica attività risulta essere questa, fino
a che forse anche in questo caso la censura non farà il suo arrivo.
Ciò per dire
quanto purtroppo sia lontana l’immagine di una Chiesa accanto a chi è nella
difficoltà e nel bisogno.
Negli ultimi
anni (dato confermato da suor Cristina), sta avvenendo un cambiamento sotto questo
aspetto, e la scelta del nuovo vescovo si muove in questa direzione.
Dom Josè
succede a Dom Biasin, a sua volta succeduto a Dom Dino.
Da
quest’ultimo la Diocesi di Pesqueira ha avuto un decisivo miglioramento nel
rapporto tra popolo e Chiesa, questa avente il ruolo di intermediaria e aiuto tra i diritti
dei poveri e il potere politico.
Si pensa che dom Josè è
stato scelto proprio per tale motivo, per dare continuità al lavoro
svolto dai suoi predecessori, e la sua conoscenza profonda del territorio
nordestino sicuramente non può che migliorare le cose.
Su questo
non so cosa dire, non conosco la situazione passata e anche su quella
attuale non sono molto ferrato a causa della scarsità di tempo trascorso qui.
L’idea, invece, che mi son fatto di don Meo e suor Cristina non so quanto prenderla in
considerazione, perché la loro formazione come persone e religiosi si
è svolta in altro contesto (in Italia appunto); per loro il mio rispetto è
totale e mi accorgo ogni giorno di quanto impegno e dedizione mettono nelle attività da loro stessi svolte.
Non è per
denigrare i brasiliani ma per me si vede a colpo d’occhio che il contesto
culturale in cui si è cresciuti influenza notevolmente il comportamento delle
persone, ed è evidente che su tante cose don Meo e suor Cristina riescono ad
avere una visione che i brasiliani non hanno la capacità di notare.
Non è un
discorso nuovo constatare come la Chiesa se ne stia in disparte su tanti
argomenti che non vuole affrontare e, al contrario, come preferisca il potere e la
ricchezza alla povertà evangelica predicata, ma ritengo giusto anche parlare di chi incarna realmente valori e ideali che dovrebbero guidare ogni uomo.
Nessun commento:
Posta un commento