venerdì 20 aprile 2012

Il vescovo

Il 14 de Abril è stato un giorno speciale per Pesqueira: è finalmente arrivato il nuovo vescovo Dom José Luiz Ferreira Salles.

L’attesa è stata finalmente soddisfatta e adesso ci aspettiamo tutti le prime mosse del prelato.
Fin dalle 14 del pomeriggio la piazza di Santa Agueda (Sant’Agada, la patrona di Pesqueira) ha cominciato a riempirsi di bancarelle varie di vivande e oggetti sacri.

Anche noi siamo andati verso le 15.30 e siamo stati nei banchetti che l’ASEVI aveva allestito: uno con i lavori in gesso che i ragazzi stessi della mattina fanno e dipingono e un altro con torte salate e dolci.


Il vescovo è arrivato verso le 16.30 e alle 17 in punto come previsto (segno che se vogliono, i brasiliani sanno cosa voglia dire essere puntuali...) è cominciata la celebrazione della Messa domenicale presieduta dal nuovo vescovo e dal precedente, con uno stuolo di preti, diaconi e seminaristi vari.

Il precedente vescovo






Vi ricordate l'uomo in primo piano con il
cappello di canna?? E' lo stesso che ci ha
ospitato quando siamo andati a Cimbres!!
Anche nelle funzioni non si smentiscono mai e la benedizione finale è avvenuta verso le 20. Al contrario delle nostre aspettative in piazza non c’erano molte persone e appena conclusa la celebrazione tutti i banchetti nel giro di venti minuti sono spariti completamente dalla circolazione, lasciando invece lo spazio ai ragazzi che hanno approfittato del sabato sera per 
darsi alla musica e al ballo.

Qualche giorno fa era ospite da noi a cena suor Cristina e con lei abbiamo avuto un piacevole scambio di opinioni sulla storia del Brasile (più che altro è stata suor Cristina a spiegarci qualcosa perché da parte nostra non c'è una grossa conoscenza...).
Lei è qui in terra brasiliana dall’87 e solo da due anni a Pesqueira.
Ci ha spiegato un po’ come i tempi siamo cambiati dall’inizio del nuovo secolo ad oggi, data del nostro arrivo, e di come veda la scelta di questo nuovo vescovo.



Qui, come d’altronde in quasi tutti i Paesi del mondo, la Chiesa Cattolica rappresenta un potere anche e soprattutto politico, e in Brasile la dittatura prima e il governo dopo sono sempre andati a braccetto con la Chiesa locale.
Questo fino agli anni ’60 in cui ha cominciato a diffondersi la Teologia della Liberazione.
Non oso immaginare cosa potrà succedere
quando arriverà il Papa per la Giornata
Mondiale dell Gioventù nel 2013....

Nasce una nuova idea di Chiesa, più vicina ai poveri e contraria ad ogni tipo di totalitarismo.
Ci sono state, e ancora adesso in maniera più nascosta e discreta ci sono, persecuzioni contro chi non rimane in silenzio di fronte ad ingiustizie legalizzate.
Leonardo Boff è uno dei simboli di questa lotta continua non appoggiata da alcun potere, tanto meno dalla Chiesa di Roma che ha taciuto e continua a rimanere in disparte malgrado sappia.
Quest’uomo era un frate che ha combattuto fino alla fine per dar voce anche ai più poveri, esclusi da tutti.
Fu obbligato a ritirarsi per obbedienza ad una Chiesa che lui stesso combatteva, ipocrita e quasi disumana.
Dopo qualche anno passato in silenzio, riprese la sua lotta ma continuò a non essere sostenuto da nessuno, bensì ricevette solo minacce e insulti.
Arrivato allo stremo, giunse alla decisione di sciogliere i voti e di vivere comunque in Brasile ma nel silenzio.

Ha scritto una marea di libri e ancora oggi la sua unica attività risulta essere questa, fino a che forse anche in questo caso la censura non farà il suo arrivo.
Ciò per dire quanto purtroppo sia lontana l’immagine di una Chiesa accanto a chi è nella difficoltà e nel bisogno.
Negli ultimi anni (dato confermato da suor Cristina), sta avvenendo un cambiamento sotto questo aspetto, e la scelta del nuovo vescovo si muove in questa direzione.
Dom Josè succede a Dom Biasin, a sua volta succeduto a Dom Dino.
Da quest’ultimo la Diocesi di Pesqueira ha avuto un decisivo miglioramento nel rapporto tra popolo e Chiesa, questa avente il ruolo di intermediaria e aiuto tra i diritti dei poveri e il potere politico.
Si pensa che dom Josè è stato scelto proprio per tale motivo, per dare continuità al lavoro svolto dai suoi predecessori, e la sua conoscenza profonda del territorio nordestino sicuramente non può che migliorare le cose.
Su questo non so cosa dire, non conosco la situazione passata e anche su quella attuale non sono molto ferrato a causa della scarsità di tempo trascorso qui.
L’idea, invece, che mi son fatto di don Meo e suor Cristina non so quanto prenderla in considerazione, perché la loro formazione come persone e religiosi si è svolta in altro contesto (in Italia appunto); per loro il mio rispetto è totale e mi accorgo ogni giorno di quanto impegno e dedizione mettono nelle attività da loro stessi svolte.
Non è per denigrare i brasiliani ma per me si vede a colpo d’occhio che il contesto culturale in cui si è cresciuti influenza notevolmente il comportamento delle persone, ed è evidente che su tante cose don Meo e suor Cristina riescono ad avere una visione che i brasiliani non hanno la capacità di notare.
Non è un discorso nuovo constatare come la Chiesa se ne stia in disparte su tanti argomenti che non vuole affrontare e, al contrario, come preferisca il potere e la ricchezza alla povertà evangelica predicata, ma ritengo giusto anche parlare di chi incarna realmente valori e ideali che dovrebbero guidare ogni uomo.  

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