venerdì 20 aprile 2012

Kapinaw

Giovedì scorso don Meo è dovuto andare in una comunità abbastanza sperduta del sertão a circa due ore di macchina per celebrare messa.
Tupanatinga è il nome della città
più vicina alla comunità
Io e Serena abbiamo colto l’occasione per accompagnarlo.










Come comunità conta circa 7 mila persone ma sono tutte disperse nel raggio di non so quanti chilometri.






La celebrazione si è svolta all’aperto, all’ombra di un immenso albero nel cui tronco è scavata una cunetta con dentro una statua di Maria.
Rispetto alle altre comunità visitate con il CEDAPP, ci ha colto come al solito l’idea di essere immersi nel nulla, ma l'unica differenza che abbiamo notato è stata l’accoglienza ricevuta, o meglio la reazione delle persone al nostro arrivo.
Forse non sono molto abituati a vedere stranieri nello loro terre, per di più bianchi, e questo credo abbia influito notevolmente.
Certamente non ci hanno preso a schiaffi ma non c’è stato neanche il calore e l’affetto spontaneo che invece ha quasi sempre caratterizzato il nostro arrivo in una nuova comunità.
Questo è un pozzo ormai vecchio di 50 anni che
ha la particolarità di essere sempre provvisto di
acqua: la riceve dal sottosuolo e in qualsiasi ora
del giorno ce n'è sempre in buona quantità
Lixeira, cioè "discarica" a cielo aperto
Il pranzo lo abbiamo consumato in casa di una signora che ci ha spiegato a grandi linee la comunità indigena Kapinaw, differente da quella degli Xucuru.
Le regole e la gerarchia sono le stesse ma cambiano i luoghi e ovviamente i kassiki.
Anche la loro storia è stata caratterizzata da scontri alcune volte finiti nel sangue ma anche qui si è riusciti ad arrivare ad un periodo di pace.
In questo momento il loro kassiki principale è in ospedale, per un malore, da molto tempo e dato che non c’è al momento la prospettiva che possa riprendersi presto, a breve si terrà un torè, cioè un rito con il quale si eleggerà il nuovo kassiki.
Il torè in realtà non è solo il rito che serve per eleggere il nuovo kassiki, ma con questo termine si indica la riunione della comunità.
Che  strane nuvole...
C’è il torè della pioggia, il torè dell’elezione, il torè di benvenuto e così via.
Avremo modo e non vedo l’ora di poter assistere a uno di questi riti!!
Il viaggio di ritorno è stato una tortura: c'era un caldo atroce ed ero di una stanchezza immensa, non tanto per quello che avevo fatto (perché in effetti non ho fatto assolutamente nulla...) ma per il fatto di essermi alzato come al solito presto la mattina ed aver viaggiato subito dopo il pranzo.
Si è rivelata una giornata diversa dalle altre, non con molte attività svolte ma con un bagaglio culturale e conoscitivo che sicuramente si è arricchito...

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