Le giornate ormai stanno prendendo
sempre più il ritmo e non avverto l’impressione di stare dall’altra parte del
mondo.
Abbiamo un ruolo ben definito e già
a inizio giornata sappiamo con chi staremo e cosa faremo; e
questo senza dubbio non fa che farci vivere con più tranquillità e serenità le
attività che ogni giorno andiamo a svolgere.
Si è creato un clima sereno e
familiare per cui a volte tutto mi dà la sensazione di stare a casa, senza
patire la diversità dei ritmi o del lavoro da svolgere.
Non c’è molto da raccontare...
Al mattino al PODE ogni tanto si fa
di più, altre volte di meno; qualche volta arriva un bambino nuovo e altre volte invece mi ritrovo sempre con gli stessi.
Il pomeriggio è la parte
sicuramente più sconvolgente, stancante e a volte stressante ma che mi mette in
gioco in prima persona per il rapporto con i bambini, e per questo è ancora più stimolante.
Ogni tanto qui a Pesqueira spunta
fuori qualche manifestazione, festa o ricorrenza differenti da quelle italiane,
e ovviamente anche noi ne approfittiamo per riposarci e conoscere anche questi
aspetti della città.
La settimana scorsa si sono
susseguite due diverse festività: venerdì 20 i 132 anni
di Pesqueira (dal trasferimento cioè del titolo di aldeia, villaggio, a cidade,
città) e il giorno dopo la commemorazione di Tiradentes, un rivoluzionario
morto nel 1792 che lottò contro il potere totalitario; questa, a differenza della prima,
festa civile nazionale.
Le cerimonie sono cominciate fin
da giovedì notte con i fuochi d’artificio e sono poi proseguite i giorni
successivi.
Il 20 mattina siamo andati di
fronte alla prefettura per assistere all’alza bandiera e a tutto ciò che
ovviamente ha fatto da cornice a questo evento.
| Il sindaco è la donna al centro |
Erano presenti la banda musicale
della città, l’esercito (con in più la propria banda) e tutti i “pezzi grossi”
di Pesqueira, a cominciare dal Sindaco, Vice-Sindaco e via dicendo...
Ovviamente anche il nostro don Meo
non è potuto rimanere in disparte e a metà mattinata ha dovuto tenere (lui non
lo sapeva, lo ha appreso qualche minuto prima di parlare...) un mini discorso
come rappresentante della Chiesa, poiché il nuovo vescovo non era potuto essere
presente.
Poi la giornata è andata avanti senza
particolari eventi curiosi, per arrivare però alla sera che è stato il centro
di tutta la movida pesqueirese (non credo proprio si dica così ma fa lo stesso).
In piazza di Santa Agueda si è
riversata, a partire dalle 20 circa, una marea di persone, tutti per il mega
dolce che si prepara come ogni anno in questa occasione e in attesa del gruppo musicale
che ha animato tutta la notte con musica e balli.
Il dolce consiste in una torta di
cioccolato e qualcos’altro abbastanza forte come sapore ricoperto da uno strato
di zucchero, anche questo alquanto pesantuccio; la particolarità è che era di kg
132, uno per ogni anno di Pesqueira.
Come al solito, in qualsiasi parte
del mondo si vada, appena c’è la possibilità di mangiare gratis e a volontà si
crea una confusione e una ressa che non si creerebbero neanche se venisse
avvistato un alieno; ma dopo qualche spintone qua e là anche
noi siamo riusciti nell’impresa di prendere un pezzo di torta.
La festa poi è continuata con vari
ragazzi che cercavano di intrattenere il pubblico con le loro esibizioni di
ballo, in attesa del gruppo musicale.
Questo è arrivato verso le 22.30
per poi andarsene a inizio mattinata.
Qui a Pesqueira (ma comunque in
tutto il Brasile) un ballo che va molto e che tutti praticano è il forrò.
Se si è sposati ma c’è la
possibilità di stare con un’altra/o non ci si fa molti problemi, la fedeltà
sicuramente non è un punto forte della maggioranza delle persone.
E questo accade anche nel ballo, magari
dopo essersi scolati qualche birra o bicchiere di cachaça (alcool estratto
dalla canna da zucchero allungato con qualche aroma come liquirizia o limone).
Nel forrò in sostanza non si fa che
stare abbastanza, diciamo così, vicini l’uno con l’altra e ci si muove solo con il bacino.
Esistono vari tipi di forrò: alcuni
lenti e altri un po’ più movimentati ma di fondo c’è questo strare a stretto
contatto con il compagno/a.
Appena è arrivato questo gruppo
musicale tutti i presenti si sono scatenati e hanno dato inizio alla vera
festa.
L’alcool ovviamente è stato un
elemento sempre presente durante tutto il corso della nottata e ci ha sorpreso l’organizzazione: ognuno aveva accanto a sé un termos pieno di ghiaccio per mantenere al
fresco le birre e bibite varie, portate da casa e che si finivano nel giro di
poco tempo.
Quando vogliono i brasiliani sono
molto precisi e ben attrezzati.
Il sabato sera invece c’era la
desolazione più totale, non si vedeva veramente un cane.
La festa evidentemente che ogni
anno attira più persone è il venerdì e non tanto il sabato, che appunto
sembrava un giorno infrasettimanale come tanti.
Dopo aver cenato siamo stati con
don Meo per assistere ad un concerto di musica nel convento di frati francescani
vicino casa nostra.
Queste cose ancora non le
comprendo: le poche iniziative che ci interessano e a cui vorremmo partecipare
iniziano o un’ora prima di quello che ci viene detto o qualche ora dopo, così,
senza alcuna motivo.
Il tempo per loro non è da prendere con molta serietà...
È stato un concerto veramente
bello, ci è piaciuto molto sia per la bravura dei musicisti che per la musica.
Erano presenti una chitarra, un
flauto traverso, un violino, un violoncello, un clarinetto e c'erano due ragazzi che
accompagnavano con triangolo e vibrafono.
| Da sx vestiti di nero: chitarra, violoncello e flauto traverso |
Terminato il concerto, abbiamo
approfittato della tranquillità della città per fare una passeggiata e per
tornare un po’ indietro negli anni...
In occasione della festa sono state montate le giostre e proprio per ingannare il tempo e fare qualcosa di diverso ne
abbiamo provato qualcuna.
Certo, la sicurezza non è un
aspetto per cui si presta molta attenzione, ma non abbiamo rischiato nessun
incidente mortale.
A parte gli scherzi, abbiamo trascorso una bella serata e ci siamo avviati verso casa non molto stanchi ma
desiderosi comunque del letto...
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