sabato 28 aprile 2012

A casa

Le giornate ormai stanno prendendo sempre più il ritmo e non avverto l’impressione di stare dall’altra parte del mondo.
Abbiamo un ruolo ben definito e già a inizio giornata sappiamo con chi staremo e cosa faremo; e questo senza dubbio non fa che farci vivere con più tranquillità e serenità le attività che ogni giorno andiamo a svolgere.
Si è creato un clima sereno e familiare per cui a volte tutto mi dà la sensazione di stare a casa, senza patire la diversità dei ritmi o del lavoro da svolgere.
Non c’è molto da raccontare...
Al mattino al PODE ogni tanto si fa di più, altre volte di meno; qualche volta arriva un bambino nuovo e altre volte invece mi ritrovo sempre con gli stessi.
Il pomeriggio è la parte sicuramente più sconvolgente, stancante e a volte stressante ma che mi mette in gioco in prima persona per il rapporto con i bambini, e per questo è ancora più stimolante.
Ogni tanto qui a Pesqueira spunta fuori qualche manifestazione, festa o ricorrenza differenti da quelle italiane, e ovviamente anche noi ne approfittiamo per riposarci e conoscere anche questi aspetti della città.
La settimana scorsa si sono susseguite due diverse festività: venerdì 20 i 132 anni di Pesqueira (dal trasferimento cioè del titolo di aldeia, villaggio, a cidade, città) e il giorno dopo la commemorazione di Tiradentes, un rivoluzionario morto nel 1792 che lottò contro il potere totalitario; questa, a differenza della prima, festa civile nazionale.
Le cerimonie sono cominciate fin da giovedì notte con i fuochi d’artificio e sono poi proseguite i giorni successivi.

Il 20 mattina siamo andati di fronte alla prefettura per assistere all’alza bandiera e a tutto ciò che ovviamente ha fatto da cornice a questo evento.
Il sindaco è la donna al centro
Erano presenti la banda musicale della città, l’esercito (con in più la propria banda) e tutti i “pezzi grossi” di Pesqueira, a cominciare dal Sindaco, Vice-Sindaco e via dicendo...

Ovviamente anche il nostro don Meo non è potuto rimanere in disparte e a metà mattinata ha dovuto tenere (lui non lo sapeva, lo ha appreso qualche minuto prima di parlare...) un mini discorso come rappresentante della Chiesa, poiché il nuovo vescovo non era potuto essere presente.
Poi la giornata è andata avanti senza particolari eventi curiosi, per arrivare però alla sera che è stato il centro di tutta la movida pesqueirese (non credo proprio si dica così ma fa lo stesso).
In piazza di Santa Agueda si è riversata, a partire dalle 20 circa, una marea di persone, tutti per il mega dolce che si prepara come ogni anno in questa occasione e in attesa del gruppo musicale che ha animato tutta la notte con musica e balli.
Il dolce consiste in una torta di cioccolato e qualcos’altro abbastanza forte come sapore ricoperto da uno strato di zucchero, anche questo alquanto pesantuccio; la particolarità è che era di kg 132, uno per ogni anno di Pesqueira.

Come al solito, in qualsiasi parte del mondo si vada, appena c’è la possibilità di mangiare gratis e a volontà si crea una confusione e una ressa che non si creerebbero neanche se venisse avvistato un alieno; ma dopo qualche spintone qua e là anche noi siamo riusciti nell’impresa di prendere un pezzo di torta.
La festa poi è continuata con vari ragazzi che cercavano di intrattenere il pubblico con le loro esibizioni di ballo, in attesa del gruppo musicale.

Questo è arrivato verso le 22.30 per poi andarsene a inizio mattinata.
Qui a Pesqueira (ma comunque in tutto il Brasile) un ballo che va molto e che tutti praticano è il forrò.
Un aspetto che bisogna comprendere di questa nazione è che non è presente molta inibizione per tutto ciò che riguarda i rapporti interpersonali e l’approccio con gli altri.
Se si è sposati ma c’è la possibilità di stare con un’altra/o non ci si fa molti problemi, la fedeltà sicuramente non è un punto forte della maggioranza delle persone.
E questo accade anche nel ballo, magari dopo essersi scolati qualche birra o bicchiere di cachaça (alcool estratto dalla canna da zucchero allungato con qualche aroma come liquirizia o limone).
Nel forrò in sostanza non si fa che stare abbastanza, diciamo così, vicini l’uno con l’altra e ci si muove solo con il bacino.
Di passi non c’è ne sono molti ed è relativamente semplice apprendere il movimento dei piedi.
Esistono vari tipi di forrò: alcuni lenti e altri un po’ più movimentati ma di fondo c’è questo strare a stretto contatto con il compagno/a.
Appena è arrivato questo gruppo musicale tutti i presenti si sono scatenati e hanno dato inizio alla vera festa.
L’alcool ovviamente è stato un elemento sempre presente durante tutto il corso della nottata e ci ha sorpreso l’organizzazione: ognuno aveva accanto a sé un termos pieno di ghiaccio per mantenere al fresco le birre e bibite varie, portate da casa e che si finivano nel giro di poco tempo.
Quando vogliono i brasiliani sono molto precisi e ben attrezzati.
Il sabato sera invece c’era la desolazione più totale, non si vedeva veramente un cane.
La festa evidentemente che ogni anno attira più persone è il venerdì e non tanto il sabato, che appunto sembrava un giorno infrasettimanale come tanti.
Dopo aver cenato siamo stati con don Meo per assistere ad un concerto di musica nel convento di frati francescani vicino casa nostra.
Sapevamo che iniziava alle 21 ma, arrivati, tutti erano già seduti e i musicisti stavano suonando da circa 40 minuti.
Queste cose ancora non le comprendo: le poche iniziative che ci interessano e a cui vorremmo partecipare iniziano o un’ora prima di quello che ci viene detto o qualche ora dopo, così, senza alcuna motivo.
Il tempo per loro non è da prendere con molta serietà...
È stato un concerto veramente bello, ci è piaciuto molto sia per la bravura dei musicisti che per la musica.
Erano presenti una chitarra, un flauto traverso, un violino, un violoncello, un clarinetto e c'erano due ragazzi che accompagnavano con triangolo e vibrafono.

Da sx vestiti di nero: chitarra,
violoncello e flauto traverso
Terminato il concerto, abbiamo approfittato della tranquillità della città per fare una passeggiata e per tornare un po’ indietro negli anni...
In occasione della festa sono state montate le giostre e proprio per ingannare il tempo e fare qualcosa di diverso ne abbiamo provato qualcuna.
Certo, la sicurezza non è un aspetto per cui si presta molta attenzione, ma non abbiamo rischiato nessun incidente mortale.


A parte gli scherzi, abbiamo trascorso una bella serata e ci siamo avviati verso casa non molto stanchi ma desiderosi comunque del letto...

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