In questa
settimana all’ASEVI dei piccoli ho ulteriormente capito quanto sia difficile
relazionarsi con i bambini!
Partiamo dal
presupposto che appena uno di noi quattro italiani arriva al pomeriggio, questo
viene subito assediato da bambini di tutte le età che vogliono venire in braccio,
che tirano, urlano e via dicendo.
Subito dopo
il nostro arrivo, ci dividiamo e ognuno di noi rimane nella sala scelta all'inizio (di solito cerchiamo di alternarci di giorno in giorno per stare tutti
con tutti).
Le attività
delle sale sono separate ma ci sono alcuni momenti comuni durante i quali
succede quasi sempre il putiferio.
Due di questi
momenti sono la merenda (alle 14) e la cena (alle 16), e in più c’è la brincadeira,
cioè il gioco comune in cui tutti i bambini di tutte le sale escono e giocano
insieme.
Ecco, questa
brincadeira è allucinante!!
Per la quasi
totalità del tempo, che può andare da 20 minuti fino anche 1h, 1h e 30 minuti,
il gioco che tutti (forse è meglio dire in questo caso tutte...) i bambini
vogliono fare è "o bicho" (“animaletto” tradotto): uno corre e tutti gli altri
fuggono cercando di non farsi prendere (acchiapparella in poche parole).
All’inizio
ovviamente il bicho è uno di noi quattro ma poi in base a come va il gioco,
questo cambia e viene fatto da chi viene catturato.
I problemi sorgono sono con tutti quei bambini che non giocano al bicho: si
avvicinano a te con aria malinconica per non dire arrabbiata e ti piantano il
muso perché stai giocando con gli altri ragazzi e non con loro.
Allora a
quel punto per quanto mi riguarda cerco di stare un po’ con alcuni e un po’ con
altri ma alla fine mi accorgo che almeno uno insoddisfatto c’è sempre, che
puntualmente mette il broncio e fa la parte dell’offesa/o.
Mercoledì
per esempio appena arrivato sono stato fermato da Isabel, una tra le bambine
più grandi, che mi ha chiesto di poterla aiutare in un compito che doveva
portare l’indomani a scuola.
Ok, sono là
apposta per cui le ho risposto che non avrei avuto problemi.
Prima, come
al solito, abbiamo iniziato le attività nelle sale e dopo è cominciata la brincadeira, durante
la quale avremmo dovuto fare il lavoro per casa.
L’ho
aspettata, chiedendole quando avremmo potuto fare qualcosa ma non mi ha
calcolato molto...
A quel punto
ho cominciato a giocare con gli altri bambini e, non l’avessi mai fatto, Isabel
si è arrabbiata come non avrei mai immaginato e non ne ha voluto più sapere di
parlarmi né di ascoltarmi.
Dopo un po’
ho lasciato stare e ho continuato a giocare con gli altri.
A fine pomeriggio, appena ho stampato per lei alcune foto che le servivano su
richiesta di Silvana (l’educatrice con la quale stava Isabel lo stesso giorno)
e suor Cristina, come d’incanto è scomparsa dalla faccia di Isabel
l’arrabbiatura nei miei confronti; e penso che anche nei prossimi giorni
continuerà a comportarsi come sempre, non tenendo conto di quello che è
capitato.
Dalla
giornata di mercoledì ho avuto conferma di alcune cose...
E' meglio non
promettere assolutamente nulla ma vedere di volta in volta se è possibile dare
una mano al momento opportuno; forse devo crescere nella capacità di non lasciarmi impietosire dalle lamentele che
alcune soprattutto possono fare per qualcosa di male che in realtà non ho
commesso, e che cercano di farmi sentire in colpa (sono parecchio furbi in ciò,
come d’altronde tutti i bambini di quell'età); e sicuramente stare con tutti e non
legarmi troppo ad uno piuttosto che a un’altra evitando così preferenze (anche
se obiettivamente uno/a che ti piace di più e al quale ti affezioni di più alla fine
c’è sempre).
Non è facile
lavorare con i bambini ma all’ASEVI sto vedendo che mi sto trovando bene e sono
contento di andarci malgrado ogni tanto si possono trovare degli ostacoli.
L’unica
paura che ho, e mi dispiace se si dovesse verificare, è il fatto che alla
fine dei conti noi a dicembre ce ne andremo e chissà se rivedremo o meno questi
bambini.
Legarsi a
loro è inevitabile considerando che si vive insieme tutti i pomeriggi, spero soltanto che la
separazione, che di fatto dovrà avvenire prima o poi, non sia per loro troppo destabilizzante.
Trovare un
limite entro il quale intrecciare relazioni non è facile, ma è
opportuno maturare anche sotto questo aspetto.
Ci sono
tanti piccoli gesti che verrebbe spontaneo fare ma ci sono stati
sconsigliati nei riguardi dei bambini: prenderli in braccio, fare dei
regali individuali e non a tutti, promettere cose che poi non si riesce a mantenere solo per il semplice fatto di non far rimanere male gli stessi bambini alla
loro richiesta, etc...
Non è facile
ma è opportuno tenere d’occhio anche questi aspetti a cui magari non si presta
molta attenzione.
Sono
contento di come stia andando all’ASEVI e dell’esperienza più in generale, e spero che giorno dopo giorno io possa essere in grado di apprendere sempre di più per riuscire a stare a contatto con chi mi circonda in modo sempre migliore.
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