venerdì 20 aprile 2012

Calma, calma...

In questa settimana all’ASEVI dei piccoli ho ulteriormente capito quanto sia difficile relazionarsi con i bambini!
Partiamo dal presupposto che appena uno di noi quattro italiani arriva al pomeriggio, questo viene subito assediato da bambini di tutte le età che vogliono venire in braccio, che tirano, urlano e via dicendo.
Subito dopo il nostro arrivo, ci dividiamo e ognuno di noi rimane nella sala scelta all'inizio (di solito cerchiamo di alternarci di giorno in giorno per stare tutti con tutti).
Le attività delle sale sono separate ma ci sono alcuni momenti comuni durante i quali succede quasi sempre il putiferio.
Due di questi momenti sono la merenda (alle 14) e la cena (alle 16), e in più c’è la brincadeira, cioè il gioco comune in cui tutti i bambini di tutte le sale escono e giocano insieme.
Ecco, questa brincadeira è allucinante!!
Per la quasi totalità del tempo, che può andare da 20 minuti fino anche 1h, 1h e 30 minuti, il gioco che tutti (forse è meglio dire in questo caso tutte...) i bambini vogliono fare è "o bicho" (“animaletto” tradotto): uno corre e tutti gli altri fuggono cercando di non farsi prendere (acchiapparella in poche parole).
All’inizio ovviamente il bicho è uno di noi quattro ma poi in base a come va il gioco, questo cambia e viene fatto da chi viene catturato.
I problemi sorgono sono con tutti quei bambini che non giocano al bicho: si avvicinano a te con aria malinconica per non dire arrabbiata e ti piantano il muso perché stai giocando con gli altri ragazzi e non con loro.
Allora a quel punto per quanto mi riguarda cerco di stare un po’ con alcuni e un po’ con altri ma alla fine mi accorgo che almeno uno insoddisfatto c’è sempre, che puntualmente mette il broncio e fa la parte dell’offesa/o.
Mercoledì per esempio appena arrivato sono stato fermato da Isabel, una tra le bambine più grandi, che mi ha chiesto di poterla aiutare in un compito che doveva portare l’indomani a scuola.
Ok, sono là apposta per cui le ho risposto che non avrei avuto problemi.
Prima, come al solito, abbiamo iniziato le attività nelle sale e dopo è cominciata la brincadeira, durante la quale avremmo dovuto fare il lavoro per casa.
L’ho aspettata, chiedendole quando avremmo potuto fare qualcosa ma non mi ha calcolato molto...
A quel punto ho cominciato a giocare con gli altri bambini e, non l’avessi mai fatto, Isabel si è arrabbiata come non avrei mai immaginato e non ne ha voluto più sapere di parlarmi né di ascoltarmi.
Dopo un po’ ho lasciato stare e ho continuato a giocare con gli altri.
A fine pomeriggio, appena ho stampato per lei alcune foto che le servivano su richiesta di Silvana (l’educatrice con la quale stava Isabel lo stesso giorno) e suor Cristina, come d’incanto è scomparsa dalla faccia di Isabel l’arrabbiatura nei miei confronti; e penso che anche nei prossimi giorni continuerà a comportarsi come sempre, non tenendo conto di quello che è capitato.
Dalla giornata di mercoledì ho avuto conferma di alcune cose...
E' meglio non promettere assolutamente nulla ma vedere di volta in volta se è possibile dare una mano al momento opportuno; forse devo crescere nella capacità di non lasciarmi impietosire dalle lamentele che alcune soprattutto possono fare per qualcosa di male che in realtà non ho commesso, e che cercano di farmi sentire in colpa (sono parecchio furbi in ciò, come d’altronde tutti i bambini di quell'età); e sicuramente stare con tutti e non legarmi troppo ad uno piuttosto che a un’altra evitando così preferenze (anche se obiettivamente uno/a che ti piace di più e al quale ti affezioni di più alla fine c’è sempre).
Non è facile lavorare con i bambini ma all’ASEVI sto vedendo che mi sto trovando bene e sono contento di andarci malgrado ogni tanto si possono trovare degli ostacoli.
L’unica paura che ho, e mi dispiace se si dovesse verificare, è il fatto che alla fine dei conti noi a dicembre ce ne andremo e chissà se rivedremo o meno questi bambini.
Legarsi a loro è inevitabile considerando che si vive insieme tutti i pomeriggi, spero soltanto che la separazione, che di fatto dovrà avvenire prima o poi, non sia per loro troppo destabilizzante.
Trovare un limite entro il quale intrecciare relazioni non è facile, ma è opportuno maturare anche sotto questo aspetto.
Ci sono tanti piccoli gesti che verrebbe spontaneo fare ma ci sono stati sconsigliati nei riguardi dei bambini: prenderli in braccio, fare dei regali individuali e non a tutti, promettere cose che poi non si riesce a mantenere solo per il semplice fatto di non far rimanere male gli stessi bambini alla loro richiesta, etc...
Non è facile ma è opportuno tenere d’occhio anche questi aspetti a cui magari non si presta molta attenzione.
Sono contento di come stia andando all’ASEVI e dell’esperienza più in generale, e spero che giorno dopo giorno io possa essere in grado di apprendere sempre di più per riuscire a stare a contatto con chi mi circonda in modo sempre migliore.

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